Google vuole alzare il livello delle applicazioni Android sui dispositivi pieghevoli e lo fa con una mossa destinata a cambiare le regole del gioco. Durante l'Android Dev Summit, la società ha annunciato che dal 2027 il Play Store valuterà con maggiore attenzione come app e giochi funzionano sui pieghevoli, offrendo più visibilità a chi sfrutta correttamente questi dispositivi e le loro specificità. Una spintarella che, per molti sviluppatori, potrebbe rivelarsi decisiva.
Regole in arrivo entro fine anno
I requisiti dettagliati non sono ancora stati resi noti: le regole specifiche per il Play Store saranno comunicate entro la fine di quest'anno. Nel frattempo Google invita gli sviluppatori di applicazioni a seguire le linee guida per le interfacce adattive e quelli di videogiochi a usare le indicazioni dedicate. La società dispone già di criteri per gli schermi di grandi dimensioni e può assegnare maggiore visibilità alle app ottimizzate, mentre su quelle non adeguate può comparire un avviso di possibile scarsa compatibilità con il dispositivo in uso.
Cosa cambia davvero per gli sviluppatori
Google ha chiarito i benefici per chi soddisferà i nuovi requisiti, parlando di "più opportunità" per mettere in evidenza le applicazioni sviluppate in maniera adattiva, ma non ha specificato cosa accadrà a quelle non ottimizzate: non sappiamo se verranno penalizzate nelle ricerche o se perderanno solo la possibilità di essere promosse in alcune sezioni del Play Store. E non è ancora fissata la soglia per considerare un'app realmente ottimizzata. Del resto, una cosa è ridimensionare l'interfaccia senza errori, un'altra è sfruttare davvero lo spazio extra con layout a più colonne e modalità che tengano conto della cerniera.
Per semplificare il lavoro, Google ha presentato l'aggiornamento di Compose adaptive skill, uno strumento che permette agli agenti di intelligenza artificiale di adattare un'applicazione esistente a smartphone, pieghevoli, tablet, Googlebook, automobili e dispositivi per la realtà mista senza mantenere codebase separate. Lo strumento analizza un'interfaccia realizzata con Jetpack Compose e individua le modifiche necessarie: sui computer può implementare scorciatoie da tastiera e tooltip, sui pieghevoli riconosce le schermate che beneficerebbero della modalità tabletop e ne modifica l'organizzazione, come nel caso di un'app fotocamera con il mirino in alto e i controlli in basso.
"Man mano che questo formato diventa sempre più diffuso, gli sviluppatori si rendono conto di quanto sia vantaggioso investirvi", ha dichiarato il presidente di Android Sameer Samat. Esistono ancora app che non hanno compiuto il passo, alcune in fase di adattamento e altre in trattativa, ma migliaia e migliaia hanno già fatto il salto. Ora Google prova con una spintarella che per molti può essere decisiva: avere maggiore visibilità dove conta davvero, ossia sul primo negozio dei dispositivi Android.