Nuove indiscrezioni gettano un'ombra sulle future CPU Intel Nova Lake-S. Stando a quanto riportato dal noto leaker Jaykihn, questi processori introdurrebbero un limite di clock a 5,1 GHz che scatta non appena la temperatura supera i 90°C. Un comportamento che si aggiunge al classico throttling termico, ma con una differenza sostanziale: nessun utente potrà disattivarlo o modificarlo.
Doppia soglia, zero controllo
Il meccanismo descritto prevede due livelli di protezione. Il primo, già noto, è il throttling tradizionale a 100°C, che riduce frequenze e tensione per evitare danni. Il secondo è appunto il tetto a 5,1 GHz oltre i 90°C, imposto a livello di firmware e non aggirabile tramite BIOS o software di overclock. In pratica, anche chi possiede un sistema di raffreddamento particolarmente efficiente non potrà spingere le frequenze oltre quella soglia finché la temperatura resta alta.
Chi ci rimette di più
A pagare il prezzo più alto sarebbero le CPU di fascia alta, quelle con più core e frequenze di boost più elevate. Questi modelli, pensati per il gaming estremo e il content creation, sono anche quelli che generano più calore e che quindi rischiano di incappare più spesso nel limite. La conseguenza pratica è che il sistema di raffreddamento diventa un fattore ancora più critico: un dissipatore ad aria di fascia media potrebbe non bastare a mantenere le prestazioni massime.
Se confermata, la scelta di Intel punterebbe a garantire stabilità e longevità, ma potrebbe deludere gli appassionati di overclock. La palla passa ora ai produttori di dissipatori e ai test indipendenti, che dovranno verificare quanto questo freno nascosto incida davvero sulle prestazioni reali.