Il 21 ottobre 2026 è arrivata la notizia che nessun appassionato di giochi di ruolo voleva leggere: BioWare chiude i battenti. Lo storico studio canadese di Edmonton, che ha scritto pagine indelebili nella storia del medium con saghe come Baldur's Gate, Star Wars: Knights of the Old Republic, Mass Effect e Dragon Age, spegne definitivamente le luci. Una chiusura che arriva dopo anni di difficoltà, ristrutturazioni e progetti naufragati, e che segna la fine di un'era per il ruolo occidentale.
Mass Effect cancellato, Dragon Age in bilico
La conseguenza più immediata e dolorosa riguarda Mass Effect: il nuovo capitolo della saga sci-fi, atteso da anni dai fan, è stato ufficialmente cancellato. Non ci sarà nessun ritorno di Shepard né un seguito delle avventure della Normandy. Il destino di Dragon Age, l'altra grande proprietà intellettuale dello studio, è invece ancora avvolto nell'incertezza: il futuro della saga fantasy resta nelle mani di Electronic Arts, che dovrà decidere se affidare il brand a un altro team interno o esterno.
Un patrimonio che rischia di svanire
La chiusura di BioWare non è solo la fine di un'azienda, ma la perdita di un patrimonio creativo che ha definito un genere. Per anni lo studio è stato sinonimo di narrazione profonda, personaggi memorabili e scelte morali capaci di influenzare le trame. Ora resta da capire se Electronic Arts vorrà valorizzare i marchi più preziosi o lasciarli in un cassetto. I fan, intanto, si interrogano sul destino di Dragon Age: la speranza è che non venga sepolto insieme allo studio che gli ha dato i natali.
La notizia ha scosso l'intera industria, dove BioWare rappresentava un modello di ambizione e scrittura. Con la sua chiusura, il settore perde uno dei suoi pilastri e una lezione su quanto sia fragile anche il successo più solido. Non resta che attendere le prossime mosse di EA, sperando che il futuro di Dragon Age non sia già scritto.