La corsa alla capacità produttiva di memorie DRAM passa sempre più per la Cina. Secondo quanto riportato da TrendForce e Counterpoint Research, la cinese CXMT (ChangXin Memory Technologies) starebbe pianificando un'espansione significativa della propria produzione: l'obiettivo è passare dagli attuali 320.000 wafer DRAM al mese a ben 600.000 wafer mensili entro la fine del 2028. Un balzo di quasi il 90% che, se confermato, ridisegnerebbe gli equilibri del mercato globale delle memorie.
Una spinta per l'elettronica di consumo
La mossa di CXMT non è solo una questione di ambizione industriale. L'espansione della capacità produttiva punta a sostenere il mercato dell'elettronica di consumo, che sta affrontando una fase di forte tensione sulle forniture di memorie. La carenza di DRAM ha contribuito ad aumentare i prezzi e a rallentare la produzione di dispositivi come smartphone, PC e tablet. Aumentare l'offerta di wafer significa, in prospettiva, allentare questa pressione e garantire maggiore stabilità al settore.
I tempi e le sfide
Il piano di CXMT si inserisce in un contesto di crescente competizione tecnologica tra Cina e resto del mondo. Raggiungere i 600.000 wafer al mese richiederà investimenti massicci in nuove fabbriche e linee produttive, oltre a un'accelerazione nello sviluppo di processi litografici avanzati. Non è un caso che i tempi indicati arrivino fino al 2028: si tratta di un percorso pluriennale, che dovrà fare i conti con le restrizioni all'export imposte dagli Stati Uniti e con la necessità di colmare il divario tecnologico rispetto ai leader del settore come Samsung, SK Hynix e Micron.
Se l'obiettivo sarà centrato, CXMT potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista nel mercato delle memorie, contribuendo a rendere l'offerta globale più diversificata e meno dipendente dai pochi grandi produttori asiatici. Per ora, l'industria osserva con attenzione: la partita della DRAM si gioca sempre più sul filo della capacità produttiva.