Quando abbiamo messo le mani sull'Antigravity A1, il primo aspetto che ci ha colpito è stato l'approccio decisamente fuori dagli schemi al pilotaggio. A distanza di tempo, torniamo sul drone con due accessori chiave: il nuovo controller e il kit di tracciamento. L'obiettivo è capire se queste aggiunte riescano a esaltare le qualità già apprezzate nella recensione originale, prima fra tutte la capacità di registrare video a 360 gradi in risoluzione 8K.
Un controller che cambia le regole del gioco
Il nuovo controller punta tutto su un'interazione più naturale e intuitiva. Dimenticate le classiche due levette: qui il pilotaggio avviene tramite movimenti e gesture, un sistema che all'inizio può spaesare ma che, una volta presa la mano, restituisce una sensazione di controllo sorprendente. La risposta ai comandi è rapida e precisa, e la curva di apprendimento, sebbene presente, risulta meno ripida di quanto si possa pensare. È il tipo di accessorio che, una volta provato, è difficile abbandonare.
Il kit di tracciamento: utile ma non indispensabile
Il kit di tracciamento aggiunge un livello di precisione ulteriore, soprattutto nelle riprese dinamiche e nei voli ravvicinati. Il tracciamento degli oggetti e dei soggetti funziona bene nella maggior parte delle situazioni, anche se in condizioni di luce scarsa o con sfondi molto complessi si notano alcuni tentennamenti. Non è un accessorio che rivoluziona l'esperienza, ma per chi vuole spingere la produzione video a un livello superiore rappresenta un alleato concreto.
In sintesi, l'Antigravity A1 conferma la bontà della sua proposta: un drone che osa, con un pilotaggio alternativo e una qualità video di alto profilo. Il nuovo controller è senza dubbio la star di questo aggiornamento, mentre il kit di tracciamento, pur valido, si rivolge a un pubblico più specifico. Il consiglio è di valutare l'acquisto in base alle proprie esigenze di ripresa: per chi cerca un sistema di controllo innovativo, il controller è quasi d'obbligo.