Sono passati oltre ottant'anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, ma alcune battaglie continuano a nascondere segreti. Non perché manchino i documenti storici, ma perché i luoghi in cui si sono combattute sono ormai irriconoscibili. È il caso delle Isole Salomone, nel Pacifico, dove la vegetazione tropicale ha progressivamente inghiottito trincee, postazioni militari e perfino le tracce dei soldati caduti.
La tecnologia che svela l'invisibile
Oggi, però, droni equipaggiati con sensori LiDAR e strumenti di intelligenza artificiale stanno permettendo agli archeologi di ricostruire quegli eventi con una precisione prima impensabile. Il progetto è condotto dai ricercatori della Binghamton University, negli Stati Uniti, in collaborazione con la Defense POW/MIA Accounting Agency (DPAA). L'obiettivo è ricostruire alcuni degli scontri avvenuti nel 1943 sull'isola di New Georgia e, soprattutto, continuare la ricerca dei resti di 23 militari americani ancora dispersi.
Come si individua un campo di battaglia nascosto
Ma come si può individuare un campo di battaglia sepolto sotto una giungla fittissima? La risposta sta nella combinazione di droni e LiDAR (Light Detection and Ranging), una tecnologia laser che penetra la coltre vegetale e mappa il terreno sottostante con dettaglio centimetrico. L'intelligenza artificiale analizza poi i dati per distinguere le forme naturali da quelle artificiali, come trincee, buche e resti di equipaggiamento. Un approccio che sta rivoluzionando l'archeologia dei conflitti e che potrebbe riportare a casa i soldati mai ritrovati.