L'intelligenza artificiale sta rivoluzionando anche Hollywood, e tra le star c'è chi guarda con interesse alla possibilità di essere replicato digitalmente. È il caso di Mark Wahlberg, che durante un intervento al TechCrunch Disrupt ha parlato apertamente dell'utilizzo dell'AI nelle produzioni cinematografiche e della prospettiva di un proprio clone digitale che possa continuare a recitare anche dopo la sua morte.
Un futuro di attori digitali
Non è la prima volta che si discute di attori defunti riportati in vita artisticamente, ma con l'evoluzione dell'AI lo scenario potrebbe diventare quasi la normalità. Wahlberg ritiene che l'intelligenza artificiale possa essere uno strumento prezioso, purché venga utilizzata per migliorare il lavoro di registi e attori, anziché sostituirli. L'attore ha sottolineato l'importanza di mantenere il controllo creativo umano, evitando che la tecnologia prenda il sopravvento.
Le implicazioni per l'industria
Le dichiarazioni di Wahlberg arrivano in un momento di grande dibattito sull'uso dell'AI nel settore dell'intrattenimento. Da un lato, c'è entusiasmo per le potenzialità offerte dalla tecnologia, come la possibilità di ringiovanire gli attori o di creare scene impossibili; dall'altro, cresce la preoccupazione per i diritti d'immagine e la salvaguardia delle professioni creative. La posizione di Wahlberg, favorevole ma con riserve, riflette la complessità della questione. Il suo clone digitale, se mai vedrà la luce, potrebbe diventare un modello per altri attori, aprendo scenari etici e legali tutti da definire.