Meta ha presentato nelle scorse ore Muse Spark Open, un nuovo modello AI open-weight che l'azienda definisce il più potente mai sviluppato negli Stati Uniti in questa categoria. La novità assoluta è la possibilità di eseguirlo completamente in locale su un desktop: per la precisione, su due Mac Studio equipaggiati con il chip Apple M5 Ultra e il framework MLX aggiornato. Un traguardo tecnico notevole, che segna anche l'inizio di una collaborazione pubblica tra due colossi spesso in competizione.
Un'alleanza inaspettata
Meta e Apple hanno storicamente mostrato posizioni divergenti su privacy, ecosistemi e modelli di business. Stavolta, però, i vertici delle due società hanno confermato il lavoro congiunto e si sono scambiati messaggi di stima sui social. Mark Zuckerberg ha annunciato su X che i pesi di Muse Spark Open sono disponibili da oggi, sottolineando come il modello funzioni egregiamente sui nuovi Mac Studio grazie al lavoro svolto insieme a John Ternus, nuovo CEO di Apple, e al resto del team.
Ternus ha risposto congratulandosi con il gruppo di Meta che ha curato lo sviluppo, evidenziando la possibilità di eseguire un modello di questa portata in modo efficiente direttamente da un sistema desktop, senza ricorrere al cloud. Un aspetto cruciale per chi lavora con dati sensibili o in contesti dove la latenza e la connettività rappresentano un vincolo.
Perché è una svolta
La combinazione tra 816 miliardi di parametri, esecuzione locale e hardware Apple apre scenari interessanti per sviluppatori, ricercatori e aziende. Muse Spark Open non è solo un esercizio di stile: dimostra che l'AI di frontiera può girare su una scrivania, riducendo la dipendenza da infrastrutture cloud e costi ricorrenti. Il messaggio di Ternus su X è chiaro: «Mac Studio continua a spingere i confini dell'AI on-device». Con questa mossa, Meta e Apple riscrivono le regole del gioco e lanciano un segnale forte a tutto il settore.