OpenAI ha annunciato il Grid Protectors Program, un'iniziativa pensata per garantire energia elettrica a prezzi accessibili a famiglie e imprese nelle aree dove sorgeranno i suoi nuovi data center. L'azienda californiana intende collaborare con utility, enti regolatori e amministratori locali per mettere a punto soluzioni capaci di ridurre i consumi elettrici, evitando che i costi ricadano sui residenti.
Un problema diventato politico
I data center assorbono quantità enormi di corrente e acqua, e la loro crescita ha già fatto lievitare le bollette in diverse zone degli Stati Uniti. Nello Stato di New York è stata imposta una moratoria di un anno sulle nuove costruzioni, mentre in altri Stati sono in vigore norme che vietano di trasferire i costi energetici ai cittadini. Come anticipato da Axios, OpenAI cerca così di placare il malcontento e convincere i politici che stanno ostacolando il suo business.
Campus di calcolo flessibili
Nel comunicato che annuncia il programma, l'azienda usa per la prima volta l'espressione "compute campus" per indicare i propri data center. L'obiettivo è progettare queste strutture in modo da ridurre il consumo di elettricità quando necessario, collaborando con i gestori energetici per definire entità, rapidità e durata della riduzione della domanda. OpenAI promette inoltre di fornire energia da impianti di generazione o sistemi di accumulo in loco, con batterie e dispositivi di controllo della potenza per compensare le variazioni.
La logica è semplice: aumentare i consumi quando la rete ha capacità residua e ridurli nei momenti di picco. Così OpenAI contribuirà a coprire i costi fissi di linee elettriche e sottostazioni, limitando la necessità di costosi potenziamenti e mantenendo contenute le tariffe per gli utenti. Il Grid Protectors Program partirà dal campus in costruzione nella Contea di Effingham, in Georgia.