La Lombardia si prepara a stringere le maglie sulla legge per i data center approvata appena quattro mesi fa. L'assessore regionale all'Energia Massimo Sertori ha annunciato a Reuters che le modifiche arriveranno in giunta il 19 ottobre e potrebbero passare in consiglio regionale entro un mese. L'obiettivo è correggere una corsa agli insediamenti che rischia di mandare in tilt la rete elettrica regionale.
Numeri insostenibili
Dall'entrata in vigore della legge di giugno sono arrivate oltre 60 domande per una capacità complessiva di circa 11 GW. Secondo le stime regionali, se tutti i progetti fossero realizzati assorbirebbero circa 90 TWh all'anno, contro i 65 TWh consumati dall'intera Lombardia tra case e fabbriche. In pratica, i data center da soli richiederebbero il 40% in più dell'elettricità dell'intera regione. "È chiaro che non è sostenibile. Ecco perché la legge deve essere rivista", ha dichiarato Sertori. Attualmente non esiste un tetto né alla potenza installabile né al consumo energetico complessivo.
Proteste e richieste
Le proteste contro la regolamentazione sono cresciute nelle ultime settimane. Il 3 ottobre a Rho oltre 600 persone hanno sfilato contro tre progetti cittadini; il 10 ottobre più di 1.000 manifestanti, con una quarantina di comitati locali, si sono radunati in piazza della Scala a Milano per chiedere una moratoria sulle autorizzazioni. I comitati contestano il consumo di suolo agricolo, i prelievi d'acqua, le scorte di gasolio per i generatori di emergenza e l'assenza di una valutazione cumulativa degli impatti.
La revisione punterà a scoraggiare ulteriormente i data center su terreni agricoli, favorendo le aree industriali dismesse. Sertori chiederà anche sistemi di raffreddamento a basso consumo d'acqua e progetti alimentati in prevalenza da fonti rinnovabili. La legge di giugno già prevede un contributo di costruzione maggiorato del 100% su suolo agricolo e del 200% in parchi e riserve, oltre a una conferenza di servizi per i progetti sopra i 10 MW. Le domande restano però sulla carta: le stime di settore prevedono per l'Italia 2,5-3 GW di nuova capacità entro il 2030, di cui 1,5-2 GW in Lombardia, dove la domanda c'è ma l'energia no.