La NASA ha fatto il punto sul futuro della presenza umana sulla Luna durante una conferenza dedicata a Moon Base, il programma per una base permanente al Polo Sud lunare. L'agenzia statunitense ha scelto di puntare direttamente sulla superficie, superando l'idea del Lunar Gateway, per rispondere alla Cina e alla sua iniziativa ILRS. L'obiettivo è costruire strutture stabili, raccogliere dati sul lungo periodo e sfruttare le risorse disponibili in situ.
Otto aziende e contratti da 10 miliardi
Il cuore dell'iniziativa è l'espansione del programma CLPS (Commercial Lunar Payload Services), che affida le consegne a servizi commerciali invece di sviluppare tutto internamente. Sono state selezionate otto realtà: Blue Origin, Firefly Aerospace, Intuitive Machines, ispace (divisione USA), Lockheed Martin, Northrop Grumman, SpaceX e Voyager Technologies. Queste potranno competere per le future missioni di consegna di dispositivi, rover e veicoli sulla superficie lunare.
Il nuovo contratto CLPS 2 avrà una durata di 10 anni e un valore massimo complessivo di 10 miliardi di dollari. Il contratto attuale, CLPS 1.0, passa invece da 2,6 a 4,2 miliardi di dollari per sostenere la prima fase di Moon Base, resterà in vigore fino a novembre 2028, con altri cinque anni per completare le consegne già assegnate. Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha spiegato: «Stiamo costruendo Moon Base missione per missione, applicando le lezioni di ogni volo per diventare più capaci».
Il rover PROMISE e le nuove missioni
Tra le novità spicca lo sviluppo di PROMISE (Polar Rover for Observation, Mapping, and In-Situ Exploration), un rover a sei ruote che atterrerà al Polo Sud lunare. Sarà alimentato da un RTG per operare durante le lunghe notti lunari e nelle zone perennemente in ombra, studiando il ghiaccio fondamentale per il futuro. A bordo un trapano in grado di estrarre regolite fino a circa un metro di profondità, spettrometri, sensori di temperatura e rilevatori di radiazioni. Il lancio è previsto per la fine del 2028 con una durata di 18 mesi, trasportato da un lander Blue Moon MK1 di Blue Origin grazie a un contratto da 94 milioni di dollari.
Sul fronte dei lanci, la NASA ha assegnato compiti ad Arrow Science and Technology, Blue Origin e Impulse Space attraverso il contratto VADR. Saranno impiegati razzi come New Glenn, Terran R e Falcon 9, con veicoli di trasferimento orbitale di Blue Origin, Firefly Aerospace, Impulse Space e Quantum Space. Tra le missioni figurano la sonda CAPSTONE 02, i droni MoonFall per esplorare vaste aree lunari e satelliti sperimentali di Intuitive Machines. SpaceX lancerà nel 2028 satelliti di comunicazione cislunare a bordo di Starship, derivati da Starlink e Starshield, per testare le trasmissioni dati ottiche via laser.
Infine, è in sviluppo il sistema miniCAST, che unisce energia e comunicazioni: la NASA acquisterà componenti commerciali da Honeybee Robotics per l'accumulo, Redwire per la generazione elettrica e Yank Technologies per la trasmissione wireless. I lavori inizieranno entro pochi mesi e i sistemi saranno assemblati e testati al Marshall Space Flight Center.