Rosstat, l'agenzia statistica federale russa, ha ammesso di aver subito attacchi informatici coordinati contro i propri server. La notizia arriva mentre due collettivi hacker, di cui non sono state rese note le identità, rivendicano il furto di 23 terabyte di dati. Tra le informazioni sottratte, secondo quanto riportato, ci sarebbero anche cifre sulle perdite militari russe nel conflitto in Ucraina.
Un colpo senza precedenti
L'entità del furto è enorme: 23 TB equivalgono a milioni di documenti, database e statistiche accumulate negli anni. Se confermato, si tratterebbe di uno dei più gravi data breach mai subiti da un'agenzia governativa russa. I due collettivi hacker avrebbero agito in modo coordinato, sfruttando vulnerabilità nei sistemi di Rosstat. Al momento non è chiaro se i dati siano già stati pubblicati o se i gruppi stiano negoziando un riscatto.
Le perdite militari: un segreto svelato?
La parte più esplosiva riguarda le perdite militari russe in Ucraina. Da mesi, il Cremlino mantiene un riserbo quasi totale sui caduti, fornendo cifre sporadicamente e sempre oggetto di contestazione. Se i dati rubati contenessero statistiche dettagliate sulle vittime, si tratterebbe di un colpo durissimo per la narrativa ufficiale. Rosstat, tuttavia, non ha confermato la natura dei file trafugati, limitandosi a riconoscere l'attacco. Gli esperti di cybersicurezza sottolineano che la tempistica è significativa: l'incidente arriva in un momento di crescente pressione internazionale sulla Russia.
L'agenzia ha dichiarato di aver rafforzato le misure di sicurezza e di aver avviato le indagini, ma la portata della violazione resta preoccupante. Questo episodio evidenzia ancora una volta la fragilità delle infrastrutture digitali governative e il rischio che informazioni sensibili finiscano nelle mani sbagliate. Nei prossimi giorni potrebbero emergere ulteriori dettagli, ma una cosa è certa: la guerra dell'informazione passa sempre più spesso attraverso i server.