Un gruppo di ricerca della Chinese Academy of Sciences ha compiuto una scoperta destinata a riscrivere la storia magnetica della Luna. Analizzando i campioni riportati sulla Terra dalle missioni Apollo e da sonde cinesi, gli scienziati hanno identificato per la prima volta una particolare struttura cristallina del ferro, rimasta intrappolata per miliardi di anni all'interno di vetri da impatto. Questi minuscoli grani di ferro, definiti 'fossili magnetici', conservano le tracce del campo magnetico lunare primordiale, offrendo una finestra unica sui processi geologici che hanno plasmato il nostro satellite.
Una capsula del tempo nel vetro lunare
I vetri da impatto si formano quando meteoriti colpiscono la superficie lunare, fondendo rocce e regolite a temperature elevatissime. Nel raffreddamento rapido, il ferro disciolto può cristallizzare in forme metastabili, come la fase epsilon o strutture esagonali compatte, che normalmente non si conservano. Queste strutture sono 'magnetiche' perché il loro orientamento cristallino registra la direzione e l'intensità del campo magnetico presente al momento della solidificazione. Finora, simili evidenze erano state trovate solo in meteoriti o in laboratorio, mai in campioni lunari naturali.
Implicazioni per la storia della Luna
La scoperta suggerisce che la Luna abbia posseduto un campo magnetico attivo molto più a lungo di quanto si pensasse, forse fino a 1-2 miliardi di anni fa. Questo mette in discussione i modelli di dinamo interna, che prevedevano un decadimento rapido dopo i primi 500 milioni di anni. Inoltre, i 'fossili magnetici' potrebbero diventare una nuova proxy per datare gli impatti e ricostruire l'evoluzione termica del satellite. I risultati, pubblicati su una rivista internazionale, aprono la strada a future missioni di ritorno campioni, come Chang'e-6, per cercare strutture simili in aree mai campionate prima.
La ricerca non solo arricchisce la comprensione della Luna, ma offre anche indizi sui campi magnetici planetari in assenza di atmosfera, con possibili ricadute sullo studio di Mercurio e altri corpi rocciosi. Insomma, quei minuscoli cristalli di ferro sono molto più che curiosità mineralogiche: sono le pagine di un diario magnetico che la Luna ha nascosto per miliardi di anni.