Motus-E torna a premere sull'acceleratore normativo e propone una modifica chiave al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: sostituire l'obbligo di un supervisore fisico a bordo dei veicoli a guida autonoma con un controllore remoto. L'associazione italiana per la mobilità elettrica ha presentato la richiesta nelle scorse ore, puntando a sbloccare lo sviluppo dei test su strada nel nostro Paese.
Perché serve un cambio di rotta
La normativa italiana attuale impone che ogni veicolo a guida autonoma in fase di sperimentazione abbia a bordo un supervisore pronto a intervenire. Un vincolo che, secondo Motus-E, rallenta l'innovazione e allontana l'Italia dai principali mercati internazionali, dove il controllo remoto è già una realtà consolidata. Stati Uniti, Cina e diversi Paesi europei hanno infatti adottato modelli che consentono a un operatore di monitorare più veicoli da una centrale, riducendo costi e complessità logistiche.
Il supervisore remoto permetterebbe di gestire flotte di veicoli autonomi con un numero limitato di operatori, garantendo al contempo sicurezza e prontezza di intervento. La proposta di Motus-E si inserisce in un quadro più ampio di revisione delle regole sulla sperimentazione, con l'obiettivo di rendere l'Italia competitiva in un settore destinato a valere miliardi di euro nei prossimi anni.
Le prossime mosse
Ora la palla passa al Ministero, che dovrà valutare l'istanza e confrontarsi con gli altri attori della filiera. Se accolta, la modifica potrebbe aprire la strada a test su larga scala anche nelle città italiane, con ricadute positive su ricerca, occupazione e attrazione di investimenti. Motus-E continua a monitorare il dossier e a sollecitare un quadro normativo più flessibile e allineato agli standard globali.