A meno di un mese dal rilascio di 722 manoscritti matematici su GitHub, OpenAI torna a far parlare di sé con tre nuovi risultati definiti di grande rilievo: uno per la matematica, uno per l'informatica teorica e uno per la fisica. La vera novità, però, è metodologica: per la prima volta l'azienda ha coinvolto gruppi di scienziati esterni, ribattezzati shepherds (pastori), incaricati di esaminare e spiegare i lavori. Un cambio di rotta rispetto ai mesi scorsi, quando proprio la comunità scientifica aveva criticato duramente l'azienda per aver pubblicato risultati rivelatisi errati nel giro di pochi giorni.
Kakeya, Stein e l'ipotesi ETH: le due sfide più attese
Il primo risultato riguarda il local smoothing per l'equazione delle onde euclidea: secondo OpenAI, la dimostrazione sfrutta un'equazione differenziale ausiliaria per stabilire il local smoothing di Sogge in ogni dimensione pari o superiore a due, da cui discenderebbero anche le congetture di Kakeya nelle versioni massimale e dimensionale e le stime di restrizione sferica di Stein. Il peso dell'annuncio si misura ricordando che la matematica Hong Wang ha appena ricevuto la Medaglia Fields per aver risolto la congettura di Kakeya in tre dimensioni. Qui, però, l'output del modello è stato pubblicato senza mediazioni.
Il secondo risultato è probabilmente il più dirompente: OpenAI sostiene che l'Exponential Time Hypothesis (ETH), considerata vera dalla quasi totalità degli informatici teorici, sia in realtà falsa. Il lavoro descrive un algoritmo deterministico capace di contare in modo esatto le assegnazioni che soddisfano formule CNF a larghezza fissa in tempo subesponenziale e spazio polinomiale; applicato al 3-SAT, confuterebbe l'ipotesi. A esaminare la dimostrazione sarà un gruppo indipendente guidato da Russell Impagliazzo e Ramamohan Paturi della UC San Diego, tra gli autori dell'ipotesi nel 1999, insieme a Ryan Williams del MIT. Testo e dimostrazione in Lean sono già pubblici su GitHub, e gli esperti hanno diffuso una lettera aperta sulle regole da adottare per le scoperte generate dall'IA.
Fisica delle particelle: la guida di un premio Nobel
Il terzo risultato non è ancora stato pubblicato per intero, ma OpenAI lo descrive come una dimostrazione di esistenza matematicamente rigorosa di alcune teorie quantistiche dei campi interagenti con campi di gauge e fermioni in quattro dimensioni, inclusa la Cromodinamica Quantistica (QCD) e un completamento unificato del Modello Standard. A guidare la verifica sarà David Gross, premio Nobel per la Fisica, affiancato da Michael Douglas, Arthur Jaffe, Igor Klebanov e Nikita Nekrasov.
Non mancano le voci critiche. Lo stesso panel AGMAI dell'Institute for Advanced Study di Princeton, il giorno prima, aveva raccomandato alle aziende di IA di non designare prime destinatarie dei risultati, citando disparità di accesso, reputazione presa in prestito e rischio di selezione distorta. Il suggerimento è pubblicare su archivi accademici con dimostrazioni in Lean e informazioni sui finanziamenti. Quanti di questi risultati supereranno l'esame della comunità scientifica resta da capire: vista la portata delle affermazioni, a partire da quella sull'ETH, serviranno probabilmente mesi di lavoro.