Il telescopio Vera C. Rubin potrebbe diventare il più grande cacciatore di mini lune mai costruito. Un gruppo di ricerca dell'Università di Helsinki sta mettendo a punto un sistema per individuare, all'interno della mole enorme di dati che l'osservatorio cileno produrrà, i piccoli asteroidi che la Terra cattura temporaneamente come satelliti naturali. Si tratta di oggetti di pochi metri, destinati a restare in orbita per settimane o mesi prima di sfuggire di nuovo nello spazio profondo.
Perché Rubin cambia le regole del gioco
Il telescopio, in fase di avvio operativo in Cile, sarà in grado di scansionare l'intero cielo visibile ogni pochi giorni, generando un flusso di immagini senza precedenti. È proprio questa cadenza a rendere possibile la scoperta di oggetti così piccoli e fugaci: le mini lune si muovono rapidamente e restano visibili per poco, quindi servono osservazioni ripetute e ravvicinate. Il sistema sviluppato a Helsinki punta a filtrare i dati grezzi per isolare i candidati giusti, distinguendoli da asteroidi, satelliti artificiali e detriti spaziali.
Visitare una mini luna: sfida affascinante
La domanda che gli astronomi si pongono è se, un giorno, potremo inviare una sonda verso una di queste mini lune. La difficoltà è notevole: si tratta di corpi minuscoli, con orbite instabili e finestre di lancio molto strette. Tuttavia, il loro interesse scientifico è alto, perché potrebbero conservare materiale primordiale del sistema solare. Missioni come quella dell'Agenzia Spaziale Europea verso piccoli asteroidi hanno già dimostrato che l'impresa è tecnicamente possibile, anche se la scala è diversa.
Se il sistema di Helsinki funzionerà come previsto, il telescopio Rubin potrebbe consegnare un catalogo di mini lune molto più ricco di quello attuale, offrendo alla comunità scientifica nuovi bersagli da studiare e, chissà, da visitare. La caccia è appena cominciata.