Nuovo ritocco di listino in casa Raspberry Pi. Con un post sul blog ufficiale firmato da Eben Upton, l'azienda britannica ha annunciato un aumento dei prezzi che colpisce esclusivamente i prodotti con 16 GB di memoria. La versione top del Raspberry Pi 5, presentata come il modello più potente della gamma, arriva così a costare circa tre volte tanto rispetto al prezzo di lancio: un rincaro che rischia di minare uno dei pilastri storici del progetto, ovvero il rapporto qualità-prezzo.
Un rincaro mirato alla fascia alta
La scelta di intervenire solo sulle configurazioni da 16 GB non è casuale. Questi modelli si rivolgono a un pubblico di nicchia: sviluppatori, appassionati di intelligenza artificiale locale e professionisti che sfruttano il single-board computer per server domestici, cluster o progetti di calcolo intensivo. Per loro la memoria aggiuntiva è un requisito, ma il nuovo prezzo potrebbe spingere molti a ripensare l'acquisto o a orientarsi su alternative come mini PC usati o schede concorrenti.
Perché il prezzo è salito così tanto
Alla base del ritocco ci sarebbero le pressioni sui costi dei componenti, in particolare della memoria RAM, e le dinamiche di approvvigionamento che da mesi condizionano il mercato hardware globale. Upton ha motivato la decisione con la necessità di mantenere sostenibile la produzione di una variante di nicchia, senza però toccare i modelli da 4 e 8 GB, che restano i più venduti e continuano a rappresentare l'accesso più economico all'ecosistema Raspberry Pi.
Resta però la domanda di fondo: un Raspberry Pi 5 da 16 GB ha ancora senso a questo prezzo? Se l'obiettivo è un piccolo server o un laboratorio di AI fai-da-te, il divario con soluzioni x86 di fascia bassa è ormai difficile da ignorare. La fascia alta del single-board computer perde parte del suo appeal, mentre il cuore della community guarda altrove.