Apple ha deciso di ritardare l'arrivo delle funzionalità avanzate di Siri AI su iPhone e iPad in Europa di almeno 5 mesi. La notizia, confermata da fonti interne, sta già facendo discutere utenti e addetti ai lavori. Mentre negli Stati Uniti le nuove capacità basate sull'intelligenza artificiale generativa sono già in fase di test, il vecchio continente dovrà attendere ancora a lungo. Una scelta che molti interpretano come una strategia politica più che tecnica.
Un ritardo che sa di rappresaglia
Il rinvio arriva in un momento delicato nei rapporti tra Apple e l'Unione Europea. Le normative come il Digital Markets Act impongono obblighi stringenti di interoperabilità e concorrenza, e Cupertino non ha mai nascosto il proprio disappunto. Secondo diversi analisti, il ritardo di Siri AI potrebbe essere un modo per esercitare pressione sulle istituzioni europee, mostrando ai consumatori cosa si perdono a causa delle regole. Una mossa che, di fatto, penalizza gli utenti iOS 27, costretti a rimanere indietro rispetto agli americani.
Impatto sul settore e sugli utenti
Il ritardo non è solo una questione di mesi: significa che milioni di europei non potranno usufruire di funzioni come la comprensione contestuale avanzata, la generazione di testo e le risposte intelligenti. Apple rischia così di perdere terreno rispetto a concorrenti come Google e Samsung, che stanno integrando l'AI senza gli stessi rallentamenti. Nel frattempo, gli utenti europei si trovano davanti a un doppio svantaggio: da un lato le normative che dovrebbero proteggerli, dall'altro le scelte aziendali che li trasformano in cittadini di serie B digitali.
La palla ora passa alla Commissione Europea, che potrebbe intervenire per chiarire se il ritardo sia legittimo o configuri una violazione. Quel che è certo è che la guerra tra Apple e Bruxelles è solo all'inizio, e gli utenti europei sono i primi a pagarne il prezzo.