L'intelligenza artificiale ha un costo, e Apple lo sa bene. Kevan Parekh, direttore finanziario dell'azienda di Cupertino, ha confermato che l'arrivo di Siri AI comporterà l'introduzione di pacchetti a pagamento per gli utenti. L'uso di base dell'assistente vocale resterà gratuito, ma le richieste cloud illimitate richiederanno un abbonamento dedicato. Una mossa che segna un cambio di rotta per la società, storicamente restia a legare i propri servizi a costi aggiuntivi.
Come funzionerà il nuovo modello
Secondo quanto dichiarato da Parekh, Apple adotterà un modello freemium: le funzionalità essenziali di Siri AI saranno accessibili a tutti, mentre le elaborazioni più complesse, che richiedono l'uso di server cloud, saranno riservate agli abbonati. Si tratta di una strategia già vista in altri settori, pensata per coprire i costi infrastrutturali dell'IA generativa, che richiede enormi risorse di calcolo. I limiti di utilizzo per la versione gratuita non sono ancora stati resi noti, ma è probabile che riguardino il numero di richieste giornaliere o mensili.
La situazione in Europa
Il punto interrogativo resta l'Europa, dove le normative sulla concorrenza e sulla trasparenza dei servizi digitali sono più stringenti. Apple dovrà probabilmente adattare le condizioni di abbonamento al Digital Markets Act, evitando pratiche considerate sleali. Parekh non ha fornito dettagli sui prezzi, ma ha assicurato che l'azienda sta lavorando per un lancio graduale e conforme alle regole locali. La domanda che molti utenti si pongono è se l'abbonamento sarà legato a iCloud+ o a un nuovo servizio dedicato, e se ci saranno differenze tra Stati Uniti ed Europa.
Quel che è certo è che l'era dell'IA gratuita e illimitata sta per finire. Apple, come gli altri colossi del settore, cerca un equilibrio tra innovazione e sostenibilità economica, e gli utenti dovranno presto abituarsi a nuove formule di accesso ai servizi più avanzati.