A pochi giorni dalla presentazione della nuova Tesla Roadster, Elon Musk è tornato sul tema con un messaggio pubblicato domenica su X, rispondendo a chi in queste ore ha definito la supercar un progetto irrilevante per le sorti dell'azienda. La replica è arrivata con un'ammissione piuttosto franca, accompagnata dall'ennesima conferma su quali siano, secondo lui, i veri motori di valore di Tesla.
La Roadster si è mostrata nella notte di giovedì 15 ottobre, con un evento trasmesso in diretta dal sito di collaudo di SpaceX a McGregor, in Texas. Il prototipo si è staccato da terra grazie ai propulsori a gas freddo sviluppati con SpaceX e ha mostrato uno scatto da 0 a 60 miglia orarie in 0,81 secondi. Lo spettacolo, però, non ha convinto tutti: diversi osservatori hanno fatto notare che si tratta di un'auto che non contribuisce alla crescita dell'azienda e non porta margini di profitto rilevanti.
I numeri che alimentano le critiche
A rendere l'obiezione difficile da liquidare ci sono anche i dati: le stime degli analisti parlano di circa 2.000 Roadster vendute ogni anno, una frazione minima rispetto agli 1,6 milioni di veicoli consegnati da Tesla negli ultimi dodici mesi. Il CEO non ha provato a ribaltare le critiche, anzi le ha in buona parte confermate, spiegando però perché il progetto va avanti lo stesso: «Optimus e Cybercab costituiranno la stragrande maggioranza del valore di Tesla. Le uniche cose che raggiungeranno dimensioni incredibili dal punto di vista economico sono la superintelligenza, i robot, l'energia solare e il trasporto di massa nello spazio. Ma la Roadster è super cool, quindi la facciamo comunque».
Optimus e Cybercab: i veri pilastri del futuro
La posizione non è nuova: già durante una call sui conti, quando l'attesa per la Roadster si avvicinava ai dieci anni, Musk aveva descritto l'auto come la ciliegina sulla torta, da realizzare dopo i progetti con un impatto più serio sul mondo. La differenza, oggi, è che l'auto esiste e ha una data di produzione fissata per il 2028. Nel frattempo il CEO ha ripetuto che il robot umanoide Optimus rappresenterà la quota largamente maggioritaria del valore di Tesla, rendendo il lavoro una scelta facoltativa e puntando a un reddito universale elevato. Il secondo pilastro è Cybercab, la flotta a guida autonoma per il servizio robotaxi senza conducente.
Va detto che vari addetti del settore difendono la supercar come un progetto che spinge i limiti di ciò che si riteneva possibile per un'automobile, definendola il primo vero esempio di auto volante. Una lettura comprensibile per un'auto da 50.000 dollari di solo anticipo, e sembra che lo stesso Musk sia di questa idea. Resta da capire quanta pazienza avranno gli azionisti con i progetti fatti perché sono divertenti, mentre Optimus e Cybercab devono ancora dimostrare su larga scala di valere quanto promesso.