I Googlebook, i nuovi laptop basati su Android arrivati nei negozi il 4 ottobre 2026, sono già diventati il terreno di gioco preferito dai modder. Google ha infatti pubblicato una pagina di supporto ufficiale che spiega passo dopo passo come sbloccare il bootloader di questi dispositivi, aprendo le porte a personalizzazioni avanzate e all'installazione di Magisk per il root.
Una mossa a sorpresa
La decisione di Google di fornire una guida dettagliata per lo sblocco del bootloader è una novità significativa nel panorama dei laptop Android. Finora, i dispositivi con ChromeOS avevano limitazioni simili a quelle dei tablet, ma i Googlebook sembrano puntare a una filosofia più aperta, simile a quella dei Pixel. La procedura, accessibile tramite le impostazioni sviluppatore, richiede l'attivazione dell'opzione 'OEM unlocking' e l'uso di comandi fastboot da un computer esterno.
Cosa significa per i modder
Con il bootloader sbloccato, gli utenti esperti potranno installare Magisk, il celebre framework per il root che permette di mantenere l'integrità del sistema e superare i controlli di sicurezza come SafetyNet. Inoltre, sarà possibile caricare custom ROM e kernel alternativi, trasformando i Googlebook in macchine altamente personalizzabili. La community ha già iniziato a lavorare su porting di LineageOS e altre distribuzioni.
Questa apertura potrebbe attirare un pubblico di sviluppatori e smanettoni, ma solleva anche interrogativi sulla sicurezza: sbloccare il bootloader comporta la cancellazione di tutti i dati e la perdita della garanzia. Google, dal canto suo, sembra voler bilanciare il controllo con la libertà, seguendo la scia di quanto fatto con i Pixel. I Googlebook si confermano così una piattaforma in evoluzione, pronta a essere plasmata dagli utenti più audaci.