Il telefono squilla e dall'altra parte sembra esserci la voce di tuo figlio. È agitato, dice di avere un problema e di aver bisogno di aiuto immediato: soldi, un bonifico, una comunicazione urgente. Il tono è familiare, la situazione non lascia tempo per ragionare. Così il genitore segue le indicazioni, paga o fornisce i dati richiesti. Solo dopo, parlando con il vero figlio, scopre che quella chiamata non era mai partita da lui: la voce era stata clonata con l'intelligenza artificiale e l'urgenza aveva impedito qualsiasi verifica.
La voce non è più una prova d'identità
Il punto chiave è che la truffa poteva essere interrotta senza riconoscere il deepfake. Bastava una domanda in più, oppure chiudere la chiamata e richiamare il figlio sul numero già conosciuto, o ancora verificare tramite un altro familiare. Il controllo più efficace avviene sempre fuori dalla chiamata sospetta: mai fidarsi dell'urgenza imposta da chi chiama.
Non serve guardare agli Stati Uniti per trovare casi concreti. Nel febbraio 2025 diversi imprenditori italiani sono stati contattati da persone che si spacciavano per lo staff del ministro della Difesa Guido Crosetto, chiedendo ingenti bonifici per liberare presunti giornalisti rapiti. A rendere credibile la storia contribuiva una voce attribuita allo stesso ministro, poi definita falsificata. Tra le vittime anche Massimo Moratti, che effettuò un bonifico di 980 mila euro, poi individuato su conti olandesi e bloccato grazie alle indagini e alla cooperazione bancaria.
Il meccanismo è sempre lo stesso
In ambito familiare lo schema si ripete identico: un incidente, un ricovero, un problema con la polizia. Frasi semplici come "Papà, ho avuto un incidente, servono soldi subito" funzionano perché creano emergenza e impediscono la verifica. Il fenomeno è ormai enorme: nel 2025 l'Internet Crime Complaint Center dell'FBI ha ricevuto 22.364 segnalazioni legate all'uso dell'IA, con perdite dichiarate per oltre 893 milioni di dollari. La difesa non è aspettarsi una voce palesemente artificiale, ma adottare una regola ferrea: riagganciare e richiamare.