Il mercato delle memorie DRAM è pronto a cambiare equilibri. CXMT, la principale azienda cinese del settore, ha in programma un'espansione massiccia della propria capacità produttiva: secondo le stime di Counterpoint Research e TrendForce, la società potrebbe passare dagli attuali 320.000 wafer al mese a ben 420.000 wafer al mese entro il 2027. Un balzo che, in termini percentuali, sfiora l'87% e che potrebbe ridisegnare gli scenari competitivi globali.
Numeri che fanno rumore
L'aumento previsto non è un semplice ritocco: si parla di un'espansione del 31% rispetto ai livelli attuali, ma il dato aggregato nasconde una progressione ancora più aggressiva se si guarda al confronto con il 2024. CXMT sta investendo pesantemente in nuovi impianti e tecnologie produttive, con l'obiettivo di ridurre il divario con i colossi coreani e americani. La Cina vuole infatti affrancarsi dalla dipendenza estera per i semiconduttori, e le DRAM rappresentano un tassello cruciale di questa strategia.
Effetti sui prezzi?
La domanda che tutti si pongono è semplice: questa espansione farà scendere i prezzi delle RAM? Storicamente, un aumento dell'offerta tende a calmierare i listini, soprattutto in un mercato ciclico come quello delle memorie. Tuttavia, la domanda globale resta sostenuta dalla crescita dell'intelligenza artificiale, dei data center e dei dispositivi consumer sempre più esigenti. Se CXMT riuscirà a immettere volumi significativi sul mercato, la pressione sui prezzi potrebbe effettivamente allentarsi, ma molto dipenderà dalla risposta dei concorrenti e dalla capacità dell'azienda di mantenere standard qualitativi elevati.
In sintesi, l'87% di crescita previsto è un segnale forte: la Cina vuole giocare un ruolo da protagonista nel mercato delle memorie. Per i consumatori, la speranza è che una maggiore concorrenza si traduca in prezzi più accessibili. Per il settore, è l'inizio di una nuova fase all'insegna della competizione globale.