Nelle ultime ore, con una discrezione sorprendente, è stata scritta una delle pagine più pesanti della storia dell'high-tech: Marvell ha acquisito Lumentum in un'operazione interamente in azioni che valuta la società circa 115 miliardi di dollari. Il valore del capitale azionario dell'accordo si aggira invece intorno agli 80 miliardi di dollari. Per capire la portata: Microsoft per Activision Blizzard nel 2022 ha speso 68,7 miliardi, Dell per EMC nel 2016 ne ha sborsati 67. Numeri che ora impallidiscono.
Le condizioni dell'accordo
Chi possiede azioni Lumentum riceverà 4,5 azioni ordinarie Marvell per ogni titolo detenuto, in una conversione che trasforma i due gruppi in un unico soggetto. La chiave di lettura è tutta nell'intelligenza artificiale: l'obiettivo è creare una realtà capace di coprire l'intera filiera dell'infrastruttura per i data center di nuova generazione, dai chip alla rete ottica.
Il ruolo decisivo di NVIDIA
Tra Marvell e Lumentum c'è un filo conduttore che vale più di un dettaglio: NVIDIA, tra le principali investitrici in entrambe le aziende. Solo a marzo, la società di Jensen Huang aveva investito 2 miliardi di dollari in Lumentum nell'ambito di un'intesa pluriennale per l'acquisto di componenti laser avanzati, destinati a sostenere la ricerca e la capacità produttiva. Nello stesso mese, altri 2 miliardi erano arrivati a Marvell per rafforzare il portfolio di chip e infrastrutture di rete ottica.
L'operazione, insomma, non è solo una questione di dimensioni: è il segnale che la corsa all'AI passa sempre più dalla capacità di controllare i componenti fisici, i laser e le reti che alimentano i modelli. E NVIDIA, da investitore trasversale, si ritrova ancora una volta al centro del gioco.