Per capire quanta acqua stesse arrivando in una risaia, Enrico Fanchiotti aveva un metodo tanto semplice quanto faticoso: andare a vedere di persona. Oggi, però, gli basta inviare un messaggio su WhatsApp per ricevere in pochi secondi il livello idrico in metri, con i valori minimi e massimi delle ultime 24 ore. Quel dato che prima veniva valutato “a naso” è diventato una misurazione precisa. È da qui che parte la sperimentazione che Nespresso ha affidato alla startup italiana JustOneEarth.
Un progetto da 24 ettari nel Novarese
L'iniziativa coinvolge 11 particelle agricole nel comune di Caltignaga, in provincia di Novara, per un totale di 24,83 ettari. È iniziata a maggio di quest'anno e durerà dodici mesi. Durante la stagione irrigua, che va da metà marzo a fine agosto, la gestione dell'acqua può assorbire tra 8 e 16 ore uomo al giorno: un singolo giro di verifica richiede fino a due ore e il coinvolgimento di più persone. Il sistema non elimina il lavoro sul campo, ma lo trasforma: l'agricoltore interviene solo in caso di anomalia registrata.
Satelliti, sensori e il ruolo dell'IA
JustOneEarth sviluppa sistemi di intelligenza artificiale applicati all'osservazione della Terra, con esperienze maturate anche in ambito ESA. I satelliti in orbita bassa producono una mole enorme di immagini e misurazioni, ma il problema non è ottenerle: è interpretarle. Come spiega il general manager Luigi Borgogno, fino all'arrivo dell'IA questi dati erano complessi da analizzare. Il primo passo è stato costruire una rappresentazione digitale dell'azienda, mappando campi, canali e bocchettoni, per poi incrociare le immagini satellitari con meteo, misurazioni a terra e osservazioni agronomiche.
Il satellite da solo non basta: alcune informazioni vanno misurate direttamente sul campo. Per questo sono stati installati cinque sensori per il livello dell'acqua nei canali, posizionati nei punti strategici come le diramazioni della rete. JustOneEarth ha scelto sensori a batteria anziché pannelli fotovoltaici, per evitare interruzioni nella continuità della serie storica. Fanchiotti, inizialmente scettico, si è ricreduto una volta entrato a regime. L'obiettivo è ora anticipare i cambiamenti: parte dell'acqua del Novarese arriva dalle Alpi, e neve, scioglimento e precipitazioni modificano la disponibilità nella rete.
L'abbondanza va gestita quanto la scarsità: dopo un acquazzone possono volerci ore prima che l'acqua raggiunga i canali, e saperlo in tempo reale permette di deviarla prima che il livello salga. Ma tutto il sistema ha bisogno del feedback umano: il satellite individua un segnale, ma è l'agricoltore a confermare che quella lettura corrisponde alla realtà, alimentando così l'addestramento dell'IA.