Il ritorno dell'uomo sulla Luna non è solo una questione di razzi e moduli di atterraggio. C'è un problema meno noto ma altrettanto insidioso che la NASA deve risolvere prima di rendere frequenti e prolungate le attività sul suolo lunare: l'accumulo di carica elettrica sulle tute degli astronauti. Camminare sulla regolite, il fine strato di polvere che ricopre la Luna, genera elettricità per effetto triboelettrico, lo stesso principio che sulla Terra ci fa prendere una piccola scossa dopo aver camminato su un tappeto. Ma sulla Luna le condizioni sono molto diverse e potenzialmente pericolose.
Un condensatore umano ad alta tensione
Senza un'atmosfera a disperdere le cariche, e con materiali isolanti come quelli delle tute spaziali, l'elettricità statica può accumularsi fino a trasformare l'astronauta in una sorta di condensatore umano ad alta tensione. Il rischio non è solo la scossa fastidiosa: una scarica improvvisa può danneggiare strumenti elettronici, interferire con le comunicazioni o addirittura innescare incendi in presenza di ossigeno. La situazione diventa particolarmente critica nelle regioni permanentemente in ombra, come quelle del Polo Sud lunare, dove l'assenza di luce solare modifica il modo in cui le cariche si dissipano.
La soluzione? Potrebbe arrivare da noi
Per questo la NASA ha lanciato un appello a scienziati, ingegneri e appassionati: trovare un sistema sicuro per scaricare le tute una volta rientrati nel modulo o durante le attività extraveicolari. Le idee in campo includono materiali conduttivi, fili di scarico e persino rivestimenti intelligenti in grado di neutralizzare le cariche in tempo reale. La posta in gioco è alta: senza una soluzione affidabile, le passeggiate lunari del programma Artemis potrebbero trasformarsi in un rischio elettrico costante. E chissà che l'intuizione vincente non arrivi proprio da qualcuno di noi.