Stoccarda fa mea culpa. Dopo anni di scommesse sull'elettrificazione spinta, il management di Mercedes-Benz ammette di aver sottovalutato l'attaccamento dei puristi ai motori V8, da sempre simbolo del marchio. La svolta è netta: l'amministratore delegato Ola Källenius ha riconosciuto pubblicamente il flop della C63 SE Performance, l'ibrida a quattro cilindri da 671 CV che non è riuscita a emozionare la clientela più fedele.
Il flop della C63 ibrida
Non si tratta solo di nostalgia per il rombo del V8, ma di una politica industriale che si sta rivelando penalizzante sulla redditività. La soluzione ibrida dell'ultima Classe C AMG, nonostante prestazioni brillanti, è apparsa troppo sofisticata e distante dalla tradizione. Per un top brand come Mercedes, è una dichiarazione di fallimento che impone una correzione di rotta immediata.
Per tenere alti i numeri di vendita, Stefan Weckbach, responsabile di AMG, ha annunciato ufficialmente l'arrivo del V8 sulla coupé CLE63. La Classe C conserverà invece l'alternativa elettrificata con il due litri turbo mutuato dalla Classe A AMG. Una scelta che segna il ritorno al passato per i modelli di punta, mentre Audi, con la RS5, resta fedele all'ibrido ma con un V6 da 2,9 litri.
V12 e termico: la strategia futura
Mercedes non si ferma al V8: il brand continuerà a investire sul V12 biturbo da 6,0 litri, già offerto sulla Maybach Classe S e sulla versione blindata Classe S Guard. I preparatori Brabus continuano a integrare il V12 nel vano motore della Classe G, e la prossima serie potrebbe ospitare un'evoluzione prestigiosa estesa ad altre proposte della gamma. La Casa ribadisce così il ruolo centrale dei motori termici, con buona pace dei proclami di Bruxelles.
La clientela pretende di spendere per soluzioni extralusso ma in linea con la tradizione storica. L'attaccamento ai potenti motori a combustione interna non si cancella con un decreto, e Mercedes sembra averlo capito. La strada verso l'elettrificazione totale resta, ma per le AMG il V8 torna protagonista indiscusso.