A Parma è scattata una maxi operazione contro le e-bike truccate. Nel pomeriggio di ieri, la Polizia Locale ha effettuato il primo servizio con il Dynostar, un banco di prova portatile in grado di misurare con precisione velocità e potenza erogata. Il bilancio è di 15 multe elevate a ciclisti che avevano manomesso i propri mezzi per superare i limiti di legge.
Come funziona il banco Dynostar
Lo strumento, montato su un furgone, permette di testare le bici elettriche in pochi minuti. La ruota posteriore viene posizionata su rulli che simulano la marcia: sensori rilevano se il motore spinge oltre i 25 km/h e i 250 W consentiti dalla normativa europea. Le modifiche più comuni includono l'eliminazione del limitatore di velocità o l'installazione di centraline non omologate. Con il Dynostar, gli agenti possono smascherare queste irregolarità senza dover smontare il veicolo.
Le conseguenze per i trasgressori
Le 15 multe comminate prevedono sanzioni amministrative che possono arrivare fino a 4.000 euro, oltre al sequestro del mezzo e alla sospensione della patente per i casi più gravi. Le e-bike modificate, infatti, vengono equiparate a ciclomotori e richiedono targa, assicurazione e casco. L'obiettivo della Polizia Locale è duplice: tutelare la sicurezza stradale e contrastare un fenomeno in crescita, soprattutto tra i più giovani.
Il servizio con il Dynostar verrà ripetuto periodicamente in tutta la città. Parma si conferma così all'avanguardia nel controllo delle due ruote elettriche, un esempio che potrebbe essere seguito da altri comuni italiani.