L'impennata dei prezzi dei chip di memoria, alimentata dalla corsa all'intelligenza artificiale, sta mettendo in crisi il mercato dello storage: SSD e HDD costano sempre di più e la legge secondo cui il costo per terabyte diminuisce nel tempo non sembra più valere. Per chi gestisce server privati o archivia grandi quantità di dati, trovare un'alternativa economica è diventato prioritario. E così torna d'attualità una tecnologia che sembrava superata: il nastro magnetico.
Un costo per terabyte imbattibile
Negli Stati Uniti, il prezzo al terabyte per gli HDD di grande capacità (oltre 12 TB) non scende sotto i 26 dollari, mentre le unità a nastro si aggirano intorno ai 6 dollari. Sul mercato dell'usato, poi, si possono trovare offerte ancora più basse: un appassionato ha acquistato un lotto di 10 cassette per un totale di circa 2 dollari per terabyte. Numeri che fanno riflettere, soprattutto per l'archiviazione cosiddetta 'fredda', dove i dati vengono consultati raramente.
Non solo vantaggi: limiti da considerare
Prima di correre a comprare cassette su eBay, però, ci sono diversi aspetti da valutare. I drive a nastro hanno costi aggiuntivi e offrono velocità di accesso molto inferiori rispetto a SSD e HDD; inoltre, la gestione richiede software specifico e competenze tecniche. Senza contare che l'affidabilità a lungo termine e la longevità dei supporti usati sono incerte. Insomma, il nastro magnetico può essere una soluzione valida per esigenze di archiviazione di massa a basso costo, ma non è adatto a tutti.
La crisi dei prezzi dello storage sta quindi riportando sotto i riflettori una tecnologia che molti consideravano obsoleta, ma che potrebbe ritagliarsi uno spazio importante in un mercato sempre più attento ai costi.