Synology ha lanciato un allarme il 29 ottobre: un nuovo ransomware chiamato C3RB3R sta prendendo di mira i dispositivi NAS (Network Attached Storage) che eseguono versioni obsolete del sistema operativo DiskStation Manager (DSM). L'attacco comporta la cifratura dei file, che vengono rinominati con l'estensione .L0CK3D, e la comparsa di una nota di riscatto all'interno delle cartelle compromesse.
Come riconoscere l'infezione
Secondo quanto riportato da Synology, una volta penetrato nel sistema, il ransomware C3RB3R inizia a cifrare i dati presenti sul NAS. I file colpiti assumono l'estensione .L0CK3D e nella stessa directory viene depositato un file di testo con le istruzioni per il pagamento del riscatto. Questo modus operandi è tipico dei ransomware, che sfruttano vulnerabilità note o configurazioni deboli per ottenere l'accesso.
La soluzione: aggiornare DSM immediatamente
Synology raccomanda caldamente a tutti gli utenti di aggiornare immediatamente DSM all'ultima versione disponibile. Gli aggiornamenti di sicurezza correggono le vulnerabilità che i criminali informatici sfruttano per diffondere il malware. Inoltre, è consigliabile adottare misure di protezione aggiuntive, come l'uso di password complesse, l'attivazione dell'autenticazione a due fattori e l'esecuzione di backup regolari dei dati.
L'attacco ai NAS Synology non è un caso isolato: i dispositivi di archiviazione in rete sono bersagli frequenti per i ransomware, poiché contengono spesso dati preziosi e sono accessibili da remoto. La tempestività nell'applicare le patch di sicurezza è fondamentale per ridurre il rischio di infezione e proteggere i propri dati.