Il mercato delle console negli Stati Uniti sta vivendo una fase critica. Nei primi otto mesi del 2026, le vendite di Xbox hanno toccato il minimo storico, con un calo del 33% rispetto allo stesso periodo del 2025. Non va meglio a PlayStation, che registra un -25% e il dato più basso dal 2013. Numeri che delineano un quadro preoccupante per l'intero settore.
Un calo generalizzato
Il fenomeno non risparmia nessun produttore. Le cause sono molteplici: prezzi in aumento, scarsità di esclusive di peso e un'offerta sempre più orientata al digitale e ai servizi in abbonamento. La domanda di hardware tradizionale sembra essersi raffreddata, complice anche una generazione di console che fatica a giustificare l'acquisto per molti utenti.
Spettro crash 1983
Gli analisti iniziano a paragonare questa situazione a quella del 1983, quando il mercato dei videogiochi crollò rovinosamente. All'epoca, una saturazione di prodotti scadenti e la mancanza di innovazione portarono al collasso. Oggi il contesto è diverso, ma i segnali di sofferenza sono evidenti. Il rischio è che un'eventuale recessione economica possa accelerare ulteriormente la contrazione delle vendite.
La partita si sposta sempre più su PC gaming, cloud e abbonamenti, mentre le console tradizionali rischiano di diventare un prodotto di nicchia. Il 2026 sarà un anno decisivo per capire se il settore saprà reinventarsi o se andrà incontro a una nuova tempesta.