Ci sono oggetti che, pur costando pochi euro e non avendo nulla di tecnologico, entrano nell'immaginario collettivo e diventano vere e proprie icone. La borsa blu IKEA FRAKTA è senza dubbio uno di questi: nata nel 1996 per portare a casa la spesa, in trent'anni l'abbiamo vista ovunque, dai traslochi alle lavanderie, fino alle spiagge e ai garage più disordinati. Oggi, per il suo trentesimo compleanno, la FRAKTA si rinnova in profondità, anche se a prima vista sembra identica a se stessa.
Materiali nuovi, stessa resistenza
La vera rivoluzione riguarda la composizione. IKEA ha riprogettato le versioni da 36 e 71 litri utilizzando almeno il 90% di plastica riciclata. Di questa quota, una parte consistente — almeno il 70% — proviene dagli scarti industriali del settore alimentare e della plastica, come contenitori per cibo e grandi sacchi usati nelle fabbriche. Un risultato tutt'altro che scontato, frutto di un lavoro di sviluppo iniziato nel 2017.
Il nodo principale? Mantenere la robustezza leggendaria della borsa usando materiali recuperati, che richiedono controlli e lavorazioni extra. Per questo motivo resta una piccola percentuale di polipropilene vergine, indispensabile per garantire una capacità di carico fino a 25 kg. In altre parole, la FRAKTA green non rinuncia alla sua fama di borsa indistruttibile, ma lo fa con un impatto ambientale decisamente più leggero.
Un simbolo che guarda al futuro
L'operazione non è solo un restyling produttivo: è la conferma di come anche gli oggetti più semplici e quotidiani possano diventare laboratori di sostenibilità su larga scala. La FRAKTA, del resto, è un caso di design democratico: costa poco, dura anni e ora riduce il ricorso a plastica nuova. Un messaggio che IKEA lancia a tutto il settore, dimostrando che l'economia circolare può entrare anche nelle case di milioni di persone, senza cambiare l'aspetto di ciò che conosciamo e amiamo.