L'iPhone Duo porta con sé tutta la confusione tipica di un prodotto di prima generazione, ma c'è una scelta di design che Apple ha azzeccato in pieno: il finish opaco dello schermo interno. Dopo una settimana di utilizzo tra film in aereo, galleria foto e lettura, la convinzione è netta. Il pannello opaco è la cosa migliore del Duo e la speranza è che ogni produttore di pieghevoli lo copi al più presto.
Addio riflessi, benvenuta leggibilità
Quando abbiamo provato il dispositivo per la prima volta, il trattamento nano-texture sul display interno da 7,6 pollici è stato una vera sorpresa. Negli ultimi cinque anni ho usato una dozzina di foldable in stile libro e ognuno aveva uno schermo interno lucido. A parte notare che sotto il sole diretto si fa fatica a leggere, non mi ero mai posto il problema: pensavo fosse semplicemente così che funzionassero gli schermi. Aprendo il Duo, però, è scattato qualcosa: l'opaco ha senso.
I vantaggi sono emersi nei sette giorni di prova. Appoggiato al tavolino dell'aereo per guardare una puntata di Widow's Bay, lo schermo opaco ha respinto efficacemente il riflesso della finestra del mio lato. Leggere un articolo lungo è risultato più riposante per gli occhi, ed è proprio questo il compito principale del display interno. C'è poi qualcosa in quel finish leggero che segnala al cervello che è ora di leggere: aprendo l'app Kindle e ruotando il telefono in verticale, posso quasi illudermi di tenere in mano un e-reader.
Una transizione sorprendentemente naturale
Va detto che l'opacità del Duo è piuttosto sottile: al tatto non si percepisce quanto il finish simil-carta dei dispositivi TCL Nxtpaper. Il mio collega Dominic Preston si chiedeva se passare dallo schermo esterno lucido a quello interno opaco risultasse brusco, ma personalmente non mi ha dato fastidio. Il fatto che il grande schermo del Duo non sia opaco quanto un e-reader aiuta probabilmente a rendere il passaggio più morbido.
Anzi, il cambio tra i due pannelli funziona bene in entrambe le direzioni. Aprire lo schermo interno sembra una pausa gradita dai riflessi di quello esterno; chiudendolo e tornando al display principale, i neri e i colori più ricchi risultano invitanti. Ammetto che guardando scene molto scure l'opaco possa nascondere qualche dettaglio che altrimenti risalterebbe, ma non mi ha dato fastidio. Il punto è che si tratta di un dispositivo che per natura porterai fuori casa, in condizioni di luce ideali e pessime: meglio un leggero compromesso su ricchezza e dettaglio in cambio di un'esperienza visiva complessivamente più confortevole. Quando il vicino di posto alzerà la tenda del finestrino, sarò pronto.