Samsung rafforza la sua presenza nel settore dei semiconduttori per intelligenza artificiale. La divisione Samsung Securities e il fondo SVIC 33, gestito da Samsung Venture Investment, hanno deciso di partecipare a un aumento di capitale da 14,7 miliardi di won (circa 10 milioni di euro) della startup sudcoreana DeepX. L'operazione conferma l'interesse del colosso tecnologico verso soluzioni hardware capaci di ridurre i costi e i consumi legati all'elaborazione dei modelli di AI.
Chi è DeepX e cosa fa
DeepX progetta semiconduttori specializzati per l'intelligenza artificiale, noti come NPU (Neural Processing Unit). A differenza delle GPU tradizionali, utilizzate per l'addestramento dei modelli, i chip di DeepX sono ottimizzati per l'inferenza, cioè l'esecuzione dei modelli già addestrati direttamente sui dispositivi. Questa architettura consente di ottenere prestazioni elevate con un consumo energetico ridotto, un fattore cruciale per applicazioni come robotica, auto intelligenti, telecamere di sorveglianza e dispositivi IoT.
La startup ha già attirato l'attenzione di diversi investitori internazionali e collabora con aziende del calibro di Hyundai e POSCO. Il nuovo finanziamento servirà a potenziare la ricerca e sviluppo, accelerare la produzione e ampliare il team. Per Samsung, l'investimento rappresenta una mossa strategica per non dipendere esclusivamente dalle GPU di Nvidia e per presidiare un mercato in rapida crescita come quello dei chip per AI a basso consumo.
Un mercato in espansione
Secondo gli analisti, il segmento degli acceleratori AI per edge computing potrebbe raggiungere decine di miliardi di dollari entro il 2030. La concorrenza è agguerrita: oltre a Nvidia, colossi come Qualcomm, Google e Apple stanno sviluppando soluzioni proprietarie. Tuttavia, la specializzazione di DeepX su efficienza energetica e integrazione su chip potrebbe ritagliarle uno spazio significativo, soprattutto in Asia. L'ingresso di Samsung nel capitale dimostra che la partita per l'AI non si gioca solo sul software, ma sempre più sull'hardware che lo rende possibile.