La Commissione europea sta valutando l'impiego dell'intelligenza artificiale per contrastare i cyberattacchi più pericolosi. L'obiettivo è ridurre drasticamente i tempi di intervento grazie a sistemi di risposta automatizzati, in grado di rilevare e neutralizzare le minacce in pochi istanti. Il piano, riportato da POLITICO, prevede però controlli rigorosi e una costante supervisione umana, per evitare che l'automazione sfugga di mano.
Risposta automatica e tempi ridotti
Secondo le indiscrezioni, Bruxelles punta a creare una sorta di scudo digitale intelligente capace di agire prima che un attacco si propaghi. L'IA analizzerebbe enormi quantità di dati in tempo reale, individuando pattern sospetti e attivando contromisure immediate. Questo approccio ridurrebbe la dipendenza da interventi manuali, spesso troppo lenti di fronte a minacce sofisticate come il ransomware o gli attacchi alle infrastrutture critiche.
Supervisione umana e controlli rigorosi
Nonostante l'automazione, la Commissione intende mantenere un controllo umano sulle decisioni più delicate. Il piano prevede infatti che ogni azione automatica sia tracciata e verificata da operatori esperti, per scongiurare falsi positivi o escalation indesiderate. La priorità è bilanciare efficacia e sicurezza, senza compromettere i diritti fondamentali o la privacy dei cittadini europei.
Se confermato, il progetto rappresenterebbe un passo decisivo verso una difesa informatica europea più coordinata e reattiva. L'IA diventerebbe così non solo uno strumento di attacco, ma anche una barriera fondamentale contro le minacce più pericolose.