Cinque collezionisti giapponesi hanno ricevuto la loro Ferrari F80 direttamente dal cielo. Il marchio del Cavallino ha infatti impacchettato e spedito via aereo cinque esemplari dell'hypercar, immortalati all'aeroporto internazionale di Incheon, in Corea del Sud, durante lo scalo tecnico. Le vetture, sistemate su piattaforme per il trasporto aereo, sono poi arrivate puntuali all'aeroporto di Narita, in Giappone, come documentato dall'account Instagram coreano hypecar_kr.
Un'erede da 1.200 cavalli
Nata per celebrare l'80° anniversario della Casa modenese, la F80 ha mandato in pensione la LaFerrari. Svelata il 17 ottobre 2024 a Maranello, è prodotta in edizione limitata di 799 unità con un prezzo di partenza di 3,6 milioni di euro, IVA esclusa. Le cinque vetture spedite valgono quindi almeno 18 milioni di euro, ma la quotazione è già salita. Sotto il cofano pulsa un biturbo V6 da 3,0 litri con angolo di 120° tra le bancate, capace di 900 CV e 850 N·m, affiancato da tre motori elettrici per una potenza complessiva di 1.200 CV.
Le prestazioni sono da urlo: 0-100 km/h in 2,2 secondi, 0-200 in 5,8 secondi e velocità massima di 350 km/h. L'impianto frenante, sviluppato con soluzioni da Endurance, arresta la vettura da 100 km/h in appena 28 metri. La produzione terminerà nel 2027 e in questa fase di fine anno molti collezionisti stanno ricevendo l'hypercar più estrema della gamma.
Configurazioni uniche al mondo
I cinque esemplari presentano configurazioni tutte diverse: una Rosso Corsa, una Rosso Supercar e una Bronzo Opaco. Spicca una F80 creata dal programma Atelier con verniciatura Rosso Le Mans 2023 e livrea ispirata alla 499P da competizione numero 51, chiaramente scelta da un appassionato di WEC. La seconda unità è ancora più raffinata, nata dal programma Tailor Made: combina Nero Daytona e Rosso Magma con carrozzeria bicolor.
Con queste ultime arrivate, il numero di Ferrari F80 spedite nel Paese del Sol Levante salirebbe a 10 esemplari. Un segnale della forte domanda giapponese per le serie limitate del Cavallino, sempre più oggetto di culto tra i collezionisti asiatici.