Una bozza riservata, ottenuta da Politico, svela una proposta legislativa che ridisegna profondamente il perimetro dell'intervento pubblico sui cosiddetti frontier model, i modelli di intelligenza artificiale più avanzati e potenti. Secondo il documento, le autorità federali potrebbero intervenire solo in presenza di rischi imminenti capaci di causare danni superiori a 1 miliardo di dollari oppure di provocare più di 50 vittime. Una soglia altissima, che di fatto limita drasticamente i margini di azione preventiva dello Stato.
Un meccanismo pensato per rallentare i controlli
Il testo non si limita a fissare una soglia economica e umana: affida ogni eventuale sospensione di un modello a un giudice, introducendo un passaggio obbligato che rallenterebbe ulteriormente qualsiasi intervento d'emergenza. Inoltre, la bozza prevarrebbe su alcune leggi statali, creando un quadro normativo uniforme a livello nazionale che potrebbe scavalcare le tutele più stringenti approvate in singoli Stati. Una mossa che punta a centralizzare le regole e a evitare una frammentazione legislativa considerata dannosa per l'industria.
L'impatto sul settore e sulle future regole IA
La proposta arriva in un momento delicato, con il dibattito sulla sicurezza dell'intelligenza artificiale sempre più acceso. Da un lato, c'è chi teme che soglie così elevate rendano di fatto impossibile prevenire danni gravi ma diffusi, come la disinformazione su larga scala o le violazioni della privacy. Dall'altro, l'industria tech guarda con favore a criteri chiari e a un intervento federale limitato, che ridurrebbe l'incertezza normativa. Il documento, se confermato, rappresenterebbe un precedente cruciale per il futuro delle regole sull'IA negli Stati Uniti.