Porsche cambia rotta. Dopo un anno difficile, i vertici di Stoccarda hanno deciso di riportare sul mercato una Macan a benzina nel 2028. L'annuncio, confermato dal CEO Oliver Blume, segna un'inversione rispetto alla strategia che puntava tutto sull'elettrico. I clienti del marchio tedesco hanno mostrato un attaccamento ai motori tradizionali che non può essere ignorato.
I numeri del rallentamento
Il 2025 si è chiuso con un calo del 10% nelle vendite globali rispetto all'anno precedente. La Macan EV ha registrato un crollo del 40% nelle consegne, mentre in Cina le vendite totali di Porsche sono diminuite del 32%. La clientela cinese, sempre più orientata verso i marchi locali, ha penalizzato la casa tedesca. Il passaggio alla sola Macan elettrica non ha convinto il mercato.
La nuova Macan a combustione condividerà la piattaforma con la prossima Audi Q5, con probabili motorizzazioni 2.0 turbo a quattro cilindri o V6 3.0 biturbo. L'obiettivo è offrire una doppia scelta ai clienti, mantenendo viva la tradizione. Il DNA Porsche non può essere silenziato del tutto.
Strategia multi-energica e tagli
Per sostenere una gamma multi-energica, Porsche ha venduto le quote in Bugatti Rimac e Rimac Group, incassando circa 1 miliardo di euro. Inoltre, ha avviato un ridimensionamento di 9.000 posti di lavoro entro il 2035, chiudendo i rami dedicati a e-bike, batterie e software proprietario. Grazie a Volkswagen, i costi di sviluppo per le piattaforme elettriche saranno contenuti.
La Porsche 911 resterà termica, mentre le 718 Boxster e Cayman elettriche proseguiranno come previsto. L'Europa, che nel 2035 dovrà dire addio ai motori termici, potrebbe trovarsi impreparata. Porsche, intanto, si prepara a offrire la giusta alimentazione per ogni esigenza, senza eccessi ideologici.