Un vecchio smartphone con il display ormai inutilizzabile può trasformarsi in un computer compatto e perfettamente funzionante. È quanto dimostra il maker e content creator GameRig, che ha recuperato un Samsung Galaxy A90 5G danneggiato trasformandolo in un mini-PC basato interamente sull'hardware originale dello smartphone. L'operazione, raccontata in un video diffuso online, ha permesso di ridare vita a un dispositivo che altrimenti sarebbe finito in discarica, dimostrando come l'elettronica di consumo possa avere una seconda possibilità grazie a creatività e competenze tecniche.
Un acquisto da 30 dollari e un progetto da 50
Il dispositivo utilizzato è la versione con 6 GB di RAM e 128 GB di memoria interna, equipaggiata con il SoC Qualcomm Snapdragon 855. GameRig lo ha acquistato su eBay per appena 30 dollari, approfittando delle condizioni del terminale: il display presentava infatti evidenti problemi di burn-in e fenomeni assimilabili a perdite di inchiostro che ne compromettevano pesantemente l'utilizzo. Considerando anche i componenti necessari per la modifica, il costo complessivo del progetto è rimasto intorno ai 50 dollari, una cifra irrisoria se paragonata al prezzo di un mini-PC commerciale dalle prestazioni simili.
La trasformazione non ha richiesto l'installazione di un sistema operativo alternativo. Il progetto sfrutta infatti Samsung DeX, la piattaforma desktop di Samsung che consente ai dispositivi Galaxy compatibili di collegarsi a monitor, tastiere, mouse e altre periferiche, offrendo un'interfaccia pensata per un utilizzo simile a quello di un PC tradizionale. Prima di procedere con la modifica, GameRig ha verificato che il Galaxy A90 5G fosse ancora pienamente operativo nonostante i danni al pannello. Attraverso un hub USB con uscita HDMI è stato quindi possibile avviare DeX e utilizzare il terminale su uno schermo esterno, confermando la possibilità di fare a meno del display integrato.
Smontaggio, case stampato in 3D e dissipazione
A quel punto è iniziato lo smontaggio del dispositivo, effettuato con una pistola termica e cacciaviti di precisione. Dal Galaxy A90 5G sono stati recuperati principalmente scheda madre, circuito di alimentazione e batteria, mentre fotocamere, display e altri componenti non necessari alla nuova configurazione sono stati rimossi. Non trovando sul mercato un contenitore adatto alle dimensioni e alla disposizione dei componenti, il maker ha progettato un case personalizzato stampato in 3D. L'intero sistema occupa circa 0,7 litri, con aperture angolari pensate sia per facilitare eventuali interventi successivi sia per contribuire alla gestione del calore generato dall'elettronica.
L'integrazione dei componenti ha richiesto anche alcune modifiche al cablaggio originale. I collegamenti della batteria sono stati allungati, mentre il nuovo involucro è stato predisposto con aperture corrispondenti alle porte dell'hub USB. Sulla scheda madre è stato inoltre installato un dissipatore dedicato, posizionato in corrispondenza delle aree caratterizzate dalla maggiore concentrazione di calore. Sul lato superiore del case è stato infine integrato un pulsante fisico di accensione, saldato direttamente durante la realizzazione del sistema. I test effettuati sul mini-PC hanno mostrato risultati interessanti per una piattaforma basata su uno smartphone del 2019: il sistema è riuscito a riprodurre senza particolari difficoltà contenuti video fino alla risoluzione 2K e a ricaricare contemporaneamente il dispositivo attraverso l'hub. Anche sul fronte videoludico il risultato è stato superiore alle aspettative: durante le prove con Minecraft, il sistema ha raggiunto valori compresi tra 200 e 400 fps, mentre la temperatura operativa si è mantenuta intorno ai 42 °C grazie al dissipatore installato.
Il progetto ha però suscitato alcune perplessità nella community, soprattutto per quanto riguarda la gestione termica e la sicurezza. Diversi utenti hanno osservato che il piccolo case non dispone di aperture sufficienti per garantire un ricambio d'aria continuo, lasciando quindi qualche dubbio sul comportamento del sistema durante carichi prolungati e differenti condizioni ambientali. Altri hanno invece evidenziato la presenza della batteria agli ioni di litio all'interno di un volume molto contenuto, suggerendone la rimozione per ridurre i potenziali rischi associati al suo utilizzo in una configurazione non originariamente prevista dal produttore.
Al di là delle possibili criticità progettuali, il progetto mostra come l'hardware di uno smartphone possa conservare una seconda vita anche quando il dispositivo originale non è più utilizzabile nelle sue condizioni normali. Nel caso del Galaxy A90 5G, la presenza di Samsung DeX ha inoltre permesso di sfruttare direttamente la piattaforma Android come ambiente desktop, evitando modifiche software più profonde. Il risultato è un sistema estremamente compatto e poco costoso, anche se la gestione termica e soprattutto l'integrazione della batteria rappresentano aspetti da valutare con attenzione in una realizzazione destinata all'uso quotidiano. Questo esperimento si inserisce in un trend crescente di riutilizzo creativo dell'elettronica di consumo, che potrebbe ispirare altri appassionati a dare nuova vita a dispositivi apparentemente obsoleti, riducendo al contempo l'impatto ambientale legato allo smaltimento dei rifiuti elettronici.