Nel mondo del gaming su PC, l'upscaling basato sull'intelligenza artificiale è ormai una tecnologia consolidata, ma un recente esperimento ha spinto il concetto in una direzione inaspettata: applicare una mod di DLSS 5 su un monitor CRT Mitsubishi Diamond Pro da 22 pollici. L'obiettivo era verificare se la combinazione tra un display a tubo catodico e l'elaborazione neurale potesse offrire un'esperienza fluida, nonostante i limiti hardware dell'apparecchio.
Perché un CRT aiuta
I monitor CRT, a differenza degli LCD moderni, non hanno una risoluzione nativa fissa: possono visualizzare diverse risoluzioni senza bisogno di scalatura, adattando il segnale in modo nativo. Questo si traduce in una resa più morbida e priva di artefatti quando si abbassa la risoluzione di rendering. Nel test, la mod di DLSS 5 ha ridotto la risoluzione interna per poi ricostruire l'immagine, ottenendo 60 FPS stabili anche su un pannello che non è progettato per il gaming moderno.
L'importanza della riduzione di risoluzione
La chiave dell'esperimento sta nella capacità di DLSS 5 di generare frame intermedi e ricostruire dettagli a partire da un'immagine a bassa risoluzione. Su un CRT, la mancanza di pixel fissi elimina il tipico effetto di sfocatura o aliasing che si vedrebbe su un monitor LCD. Il risultato è un'immagine stabile e fluida, con un carico di lavoro ridotto per la GPU. Questo approccio potrebbe aprire scenari interessanti per il retrogaming e per chi possiede ancora monitor a tubo catodico di alta qualità.
L'esperimento non è solo una curiosità: dimostra come le tecnologie di upscaling possano adattarsi a display non convenzionali, sfruttandone i punti di forza. Mentre l'industria si orienta verso pannelli ad alta risoluzione e refresh elevati, il vecchio CRT dimostra di avere ancora qualcosa da dire, soprattutto quando abbinato a mod di DLSS 5. Resta da vedere se questa combinazione rimarrà un caso isolato o diventerà una tendenza per gli appassionati di hardware vintage.