Nonostante si stia tentando di accorpare tutte le funzioni di controllo sotto meno strumenti possibile, controllare una casa smart significa ancora troppo spesso saltare tra applicazioni, routine e comandi vocali piuttosto rigidi. Ma poi, oltre ai protocolli, è arrivata con prepotenza l’intelligenza artificiale, che potrebbe cambiare proprio questo aspetto e semplificare il controllo.
E non solo di una fitta rete di dispositivi, ma anche del tipo di interazione, ad esempio invece di dire esattamente cosa deve fare una lampadina, potremmo semplicemente voler descrivere ciò che vogliamo ottenere.
Dietro il nuovo server MCP di Nanoleaf c'è proprio questo obiettivo, visto che è pensato per permettere a piattaforme come ChatGPT e Claude di comunicare direttamente con i sistemi di illuminazione dell’azienda. MCP, acronimo di Model Context Protocol, è uno standard che consente ai modelli AI di interagire con strumenti e servizi esterni. In pratica, invece di ordinare “imposta la luce al 40% e scegli una tonalità arancione”, sarà possibile chiedere qualcosa come “rendi la stanza simile a un tramonto”. L’AI interpreterà la richiesta e tradurrà il risultato desiderato nei colori e nelle impostazioni necessarie per le luci Nanoleaf.
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