Peter Thiel non ha peli sulla lingua quando si tratta di Apple. Il miliardario investitore, cofondatore di PayPal e Palantir, è uno dei nomi più influenti della Silicon Valley e, ospite del podcast The Builders di Walter Isaacson, ha espresso un giudizio piuttosto netto sull'evoluzione dell'azienda di Cupertino dopo la scomparsa di Steve Jobs, avvenuta nel 2011. La puntata, pubblicata giovedì scorso ma registrata il 16 settembre, è stata occasione per parlare anche del nuovo iPhone, ma Thiel non ha certo risparmiato critiche.
L'era post-Jobs secondo Thiel
Secondo l'investitore, Apple ha perso gran parte della sua capacità di introdurre prodotti realmente rivoluzionari. Il primo iPhone è stato un'invenzione fondamentale, capace di trasformare radicalmente il mercato della tecnologia di consumo, ma le versioni successive hanno seguito soprattutto una logica di crescita, consolidamento del marchio e ampliamento dell'offerta. Un percorso durato circa quindici anni che, a suo avviso, non ha prodotto una svolta paragonabile a quella del Melafonino originale. Thiel ha descritto la strategia attuale come più orientata all'espansione commerciale che all'innovazione vera.
Una questione di filosofia, non di recensione
È importante precisare che la conversazione non rappresenta una recensione approfondita del nuovo smartphone: è stata registrata prima dell'uscita del dispositivo, ma dopo la sua presentazione ufficiale. Si tratta piuttosto di una riflessione filosofica sull'approccio generale di Apple. Il giudizio di Thiel, in sintesi, potrebbe essere riassunto con un "meh": la società non sarebbe più in grado di stupire come un tempo, limitandosi a gestire il successo ereditato dal suo storico fondatore.
Le dichiarazioni dell'investitore alimentano un dibattito mai sopito nel settore: Apple è ancora capace di innovare o vive di rendita? La risposta di Thiel è chiara e non lascia spazio a interpretazioni. Per ora, l'azienda non ha replicato, ma il tema resta caldo tra addetti ai lavori e appassionati.