Le accise mobili sono entrate in funzione e iniziano a produrre i primi effetti sui prezzi del gasolio in Italia. Il meccanismo fiscale, pensato per contenere il costo dei carburanti, ha introdotto una riduzione di 4,9 centesimi al litro sul diesel. I risultati iniziali mostrano un aumento dei distributori che applicano prezzi inferiori a 2,20 euro, anche se la maggioranza degli impianti rimane ancora sopra questa soglia.
Tra il 27 e il 29 ottobre, la quota di punti vendita con gasolio self service sotto 2,20 euro è passata dal 23% al 27%. Si tratta di un primo segnale tangibile, ma limitato: su oltre 19.600 distributori della rete stradale ordinaria, esclusa l'autostrada, gli impianti sotto soglia sono cresciuti di quasi 870 unità in soli due giorni.
Come funzionano le accise mobili
Le accise mobili sono uno strumento fiscale che consente di ridurre temporaneamente la tassazione sui carburanti sfruttando le maggiori entrate IVA generate dall'aumento dei prezzi. L'obiettivo è compensare almeno in parte i rincari, intervenendo sulla componente fiscale del costo finale del rifornimento. Nel caso attuale, la riduzione riguarda solo il gasolio: la benzina non beneficia dello stesso sconto.
Il taglio di 4,9 centesimi per litro di accisa equivale a circa 2,45 euro di minore imposta su un pieno da 50 litri, prima dell'effetto IVA. Non va però confuso con un calo identico e immediato del prezzo alla pompa: quotazioni dei prodotti petroliferi, costi di distribuzione e aggiornamenti dei listini possono influenzare il prezzo effettivamente pagato dagli automobilisti.
Le differenze tra le regioni
Le disparità territoriali sono marcate. La Sardegna guida la classifica con il 37% di distributori sotto 2,20 euro, seguita da Friuli-Venezia Giulia al 36% e Marche al 35%. Chiudono Abruzzo al 33%, Toscana e Trentino-Alto Adige al 32%. La Campania resta la regione con la quota più bassa, appena il 15%, davanti a Basilicata al 18% e Calabria al 20%.
Proprio la Campania registra però il maggiore cambiamento dopo l'attivazione delle accise mobili: il numero di distributori sotto 2,20 euro cresce del 30%. Basilicata e Lombardia segnano entrambe un aumento del 26%, mentre Abruzzo e Valle d'Aosta si fermano al 7%. In Molise la situazione resta sostanzialmente stabile.
I dati ministeriali aggiornati al 30 ottobre indicano un prezzo medio del gasolio sulla rete stradale ordinaria di 2,248 euro al litro in modalità self service, mentre la benzina si attesta a 2,012 euro. In autostrada i valori salgono rispettivamente a 2,292 e 2,036 euro al litro.