Un gruppo di astronomi guidato da Mingyang Zhuang dell'Università dell'Illinois Urbana-Champaign ha individuato, grazie al telescopio spaziale James Webb, una possibile supernova risalente a circa 1,15 miliardi di anni fa. Si tratta di uno degli eventi più remoti mai osservati nel suo genere e potrebbe offrire indizi preziosi sui primi stadi dell'evoluzione stellare nell'universo primordiale.
Un rallentamento solo apparente
La particolarità che ha incuriosito i ricercatori è la velocità con cui l'evento sembra evolvere: la supernova appare molto più lenta rispetto a quelle vicine. Non si tratta di un'anomalia fisica, ma di un effetto previsto dalla relatività generale: l'espansione dell'universo dilata il tempo percepito degli oggetti lontani. Più la luce viaggia a lungo, più il suo orologio scorre lentamente ai nostri occhi. Questo fenomeno, noto come dilatazione temporale cosmologica, è stato osservato anche in altre supernove distanti, ma mai con una precisione così elevata grazie agli strumenti di Webb.
Perché è una scoperta importante
Se confermata, questa supernova potrebbe diventare un nuovo riferimento per calibrare le misure di distanza cosmica e per testare i modelli di evoluzione stellare nelle galassie più antiche. Il team sta ora analizzando i dati spettroscopici per determinare il tipo di stella esplosa e l'ambiente circostante. La capacità di Webb di catturare dettagli così fini su oggetti tanto remoti apre una finestra inedita sull'universo delle origini, dove ogni osservazione può riscrivere le nostre conoscenze.