Spotify sta mettendo a punto il lancio del suo nuovo servizio basato sull'intelligenza artificiale generativa, pensato per permettere agli utenti di creare remix e cover partendo dai brani già presenti sulla piattaforma. Stando a quanto riportato dal Financial Times, l'obiettivo è un debutto nel primo trimestre del 2027, con una possibile presentazione ufficiale intorno ai Grammy Awards di febbraio. La società starebbe valutando un prezzo aggiuntivo compreso tra 4 e 5 dollari al mese, da sommare al costo dell'abbonamento Premium. Sia le tempistiche sia il prezzo restano comunque da definire.
Un progetto già ufficiale
L'esistenza del progetto è invece confermata: Spotify lo aveva annunciato già a maggio insieme a Universal Music, spiegando che sarebbe stata una funzione aggiuntiva a pagamento per gli utenti Premium, capace di generare versioni alternative dei brani degli artisti aderenti. L'approccio è chiaro: non si potrà creare una canzone dal nulla partendo da un prompt, ma solo manipolare opere esistenti e regolarmente concesse in licenza. Un utente potrebbe, per esempio, trasformare un brano folk in una versione dance oppure realizzare una cover che faccia cantare una canzone con lo stile vocale di un altro artista iscritto al programma.
Artisti al centro delle scelte
Gli artisti e gli autori dovranno scegliere liberamente se partecipare e riceveranno una quota del valore generato dalle nuove versioni delle loro opere. La firma di un accordo con una casa discografica non comporterà automaticamente la manipolazione dell'intero catalogo: ogni artista manterrà la possibilità di aderire o rifiutare individualmente il servizio. Secondo il Financial Times, ottenere l'adesione delle star contemporanee si sta rivelando più complesso rispetto ad alcuni artisti con cataloghi più datati.
Universal Music è stato il primo grande partner ad annunciare pubblicamente l'intesa, lo scorso maggio. Sono poi arrivati gli accordi con Merlin, che rappresenta numerose etichette indipendenti, con Kobalt per l'editoria musicale e, più di recente, con Believe e TuneCore. Restano in corso le trattative con Sony Music e Warner Music. Spotify non ritiene comunque indispensabile ottenere da subito l'adesione di tutte le major: in estate aveva già spiegato che il servizio potrebbe partire con una selezione iniziale di artisti e cataloghi.
Secondo il piano allo studio, l'ascolto di un remix creato da un fan genererebbe royalty anche per gli artisti e i detentori dei diritti del brano originale. Spotify sta lavorando affinché queste versioni entrino nelle playlist e i relativi ascolti contribuiscano alle performance dell'opera originale nelle classifiche della piattaforma. Inoltre, ogni remix resterà chiaramente collegato alla canzone e all'artista di partenza, così da diventare anche uno strumento di scoperta dell'opera originale.