Ogni sera intorno alle 19 mi ritrovo davanti al frigorifero a cercare un'idea per cena che non faccia sbuffare mio marito con il solito «Ancora pollo?». Non pianifico i pasti come dovrei, e così la battaglia serale la vince quasi sempre il pollo. Negli ultimi tempi però la mia arma segreta è diventata l'intelligenza artificiale: tra Alexa Plus sullo smart display in cucina, l'app Samsung Food sul frigorifero e persino un robot da cucina con AI, l'ho eletta a sous chef di fiducia, pur dovendola sorvegliare da vicino. Così, quando la mia app di ricette preferita, NYT Cooking, ha lanciato un assistente AI, la curiosità è stata immediata.
Come funziona e cosa sa fare
Lo strumento, riservato agli abbonati e disponibile al lancio solo su iOS, compare in un riquadro di testo nella pagina della ricetta con la scritta «Customize this recipe...». Da lì si possono chiedere sostituzioni di ingredienti, adattamenti per numero di commensali, versioni vegane o senza glutine, e persino alternative per le attrezzature mancanti. Il punto di forza è che non modifica la ricetta originale: ne genera una nuova, con ogni cambiamento evidenziato in una scheda dedicata. È stato addestrato anche sui commenti degli utenti, la mia fonte abituale di soluzioni, ma leggerne centinaia alle 19 di un giorno feriale non è pratico.
La prova del pollo e i limiti dell'AI
Venerdì sera ho pescato dal mio ricettario digitale un One-Pot Chicken and Rice With Ginger e ho scritto all'assistente cosa avevo a disposizione: pollo a listarelle, zenzero, aglio, riso, brodo, lime, fagiolini e cipolla rossa, ma niente bietole o coriandolo. In pochi secondi ha creato una nuova versione con tempi di cottura ridotti e i fagiolini al vapore sul riso. Il piatto è venuto ottimo, ma l'AI ha quasi commesso un errore madornale su una torta: chiedendole di dimezzare una ricetta, ha rischiato di farmi usare metà del burro necessario. Come tutti gli strumenti simili, insomma, non è infallibile.
Nel confronto con Alexa Plus, l'assistente vocale si è dimostrato meno affidabile: mostrava la ricetta originale e, interrogato sui passaggi modificati, ha improvvisato istruzioni mai comparse. L'app di NYT Cooking si è rivelata più solida, anche se sarebbe utile poterla controllare a voce con le mani sporche di aglio. La conclusione? Un uso sensato dell'AI in cucina, a patto di restare vigili sulle quantità.