Suzuki Italia festeggia cinquant'anni di presenza diretta sul mercato nazionale, un traguardo che intreccia tre settori — moto, auto e nautica — sotto un unico denominatore: trasformare la tecnologia in soluzioni concrete e durature. La storia italiana del marchio inizia però ancora prima, nel 1970, quando la SAIAD (Suzuki Articles Import And Distribution) avvia l'importazione delle motociclette giapponesi. Tra i primi modelli a conquistare gli appassionati spicca la Titan 500, bicilindrica a due tempi semplice ed efficace, seguita dalle GT500 e GT750.
Dalla distribuzione diretta all'era elettrica
Il passaggio decisivo arriva il 23 giugno 1976, data di nascita ufficiale di Suzuki Italia, che assume la distribuzione diretta dei prodotti. In parallelo debutta il ramo Marine con i fuoribordo DT a due tempi, mentre negli anni Ottanta sbarca anche il settore auto con la Samurai. Il 1981 è un anno scolpito nella memoria: la GSX1100 Katana e il titolo mondiale 500 conquistato da Marco Lucchinelli con la RG500. Nel 1993 Kevin Schwantz porta a casa il mondiale con la RGV500, mentre nel 1998 il Burgman 400 rivoluziona il mercato degli scooter e nel 1999 la Hayabusa supera per la prima volta i 300 km/h di serie. Sul fronte marino, il DT150 EFI introduce l'iniezione elettronica e nel 1994 arrivano i primi fuoribordo a quattro tempi.
Ibrido, elettrico e futuro volante
Gli anni Duemila consolidano la gamma su due ruote — dalla GSX-R1000 alla V-Strom — e nel 2015 Suzuki torna in MotoGP, conquistando il titolo nel 2020 con Joan Mir. Nel frattempo il marchio si afferma come il primo costruttore con un'offerta auto completamente ibrida. Nel 2025 debutta la eVItara, primo modello elettrico, che affianca la gamma ibrida in un approccio pragmatico. Lo sguardo va oltre l'asfalto: dal 2022 Suzuki collabora con SkyDrive per i veicoli volanti eVTOL, definiti il "quarto business legato alla mobilità". Il know-how nelle kei car giapponesi potrebbe poi aprire scenari interessanti per le future city car elettriche.
A legare la Titan 500 del 1970 alla eVitara di oggi è un filo invisibile ma solido: l'affidabilità. Un valore che garantisce un elevato valore residuo nel tempo e che, unito alla capacità di innovare senza snaturare la propria identità, spiega perché dopo cinquant'anni Suzuki continui a convincere generazioni diverse di automobilisti e motociclisti. Una ricetta semplice sulla carta, ma evidentemente vincente.