Google ha confermato che alcune app Android non funzionano correttamente sui Googlebook con processori Intel. La notizia arriva a pochi giorni dal debutto sul mercato dei primi cinque modelli firmati Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo, disponibili dallo scorso 4 ottobre. Il sistema operativo è basato su Android, ma la compatibilità non è garantita su tutte le configurazioni hardware.
Il nodo dell'architettura Arm
Android nasce per smartphone e tablet, dispositivi che integrano esclusivamente processori con architettura Arm. Sui Googlebook di Dell e HP con chip Snapdragon X Elite di Qualcomm non si registrano problemi di compatibilità. Diverso il discorso per i modelli di Acer, ASUS e Lenovo equipaggiati con Intel Core Ultra 5/7: in questo caso è necessaria una traduzione del codice da Arm a x86, operazione che può causare malfunzionamenti.
Interpellata da Android Authority, Google ha dichiarato: "La stragrande maggioranza delle app Android funziona in modo fluido sui Googlebook con processori Intel e Qualcomm, senza necessità di configurazioni aggiuntive. Poiché molte app Android sono state originariamente progettate per chip Arm, un numero limitato di app o giochi complessi richiede modifiche da parte degli sviluppatori per offrire prestazioni ottimali sulle piattaforme basate su Intel". L'azienda ha aggiunto di collaborare con gli sviluppatori, Intel e Qualcomm per ottimizzare le prestazioni ed estendere la compatibilità.
Prezzi elevati e poca trasparenza
Google non ha specificato né il tipo di problema né i nomi delle app coinvolte. Una mancanza di trasparenza che pesa, considerando i prezzi piuttosto elevati: il Lenovo Googlebook 15 costa 1.199 euro in Italia. Sarebbe stato preferibile indicare chiaramente quali applicazioni richiedono ancora ottimizzazioni, così da permettere agli utenti di verificare il pieno supporto prima dell'acquisto.
Durante la presentazione dei Googlebook non era stato menzionato alcun problema di compatibilità. Anzi, un video sui social media evidenziava la possibilità di accedere all'intero catalogo del Play Store. Nei prossimi giorni arriveranno le prime recensioni indipendenti, che faranno emergere eventuali criticità e permetteranno di capire quanto il problema sia effettivamente diffuso.