Il rover Curiosity della NASA non si ferma mai. Nei giorni scorsi ha perforato una roccia soprannominata 'Basque Lakes', raggiungendo così il 48° bersaglio di perforazione all'interno del cratere Gale, su Marte. Un traguardo importante che conferma la straordinaria longevità della missione, attiva dal 2012.
Un nuovo tassello nella storia dei laghi marziani
Il materiale estratto da 'Basque Lakes' non è un semplice sasso: la zona in cui si trova la roccia conserva tracce di antichi laghi e fiumi che miliardi di anni fa riempivano il cratere. Gli scienziati vogliono capire se quei bacini d'acqua fossero abitabili e se contenessero gli ingredienti chimici necessari alla vita microbica. Ogni foro è una finestra sul passato del Pianeta Rosso.
Il campione polverizzato verrà analizzato dai laboratori di bordo, in particolare dagli strumenti SAM e CheMin, che studiano la composizione minerale e le molecole organiche. I dati raccolti si aggiungono a quelli dei 47 fori precedenti, permettendo un confronto su scala regionale. Curiosity continua così il suo lavoro di esplorazione mentre il suo successore, Perseverance, raccoglie campioni in un'altra area del cratere Jezero.
Perché è una notizia che conta
Ogni perforazione è un'operazione delicata: il rover deve scegliere il punto giusto, evitare rocce troppo dure e gestire l'energia a disposizione. Il successo del 48° foro dimostra che, nonostante gli anni, Curiosity resta un laboratorio mobile affidabile. E chissà che proprio da 'Basque Lakes' non arrivi una nuova prova che Marte, in passato, è stato un mondo umido e potenzialmente adatto alla vita.