Anthropic ha annunciato l'intenzione di destinare il 5% delle proprie azioni a un Public Benefit Fund, un fondo pensato per sostenere iniziative di organizzazioni non profit orientate al bene pubblico. L'operazione, che dovrà comunque ottenere l'approvazione degli azionisti, prevede un meccanismo incrementale: per ogni aumento del 50% del valore della società rispetto a una soglia di riferimento prestabilita, il fondo potrebbe ricevere un ulteriore 2%, su discrezione del consiglio di amministrazione.
Una missione che diventa struttura
Anthropic è una Public Benefit Corporation, ovvero una società il cui scopo dichiarato è sviluppare e gestire un'intelligenza artificiale avanzata a beneficio dell'umanità nel lungo periodo. Il fondo riflette questa impostazione originaria e finanzierà tre direttrici principali: la ricerca sulla sicurezza e interpretabilità dell'AI, la ricerca biomedica applicata e le agevolazioni sull'uso di Claude per organizzazioni non profit e istituzioni scientifiche.
Il Public Benefit Fund sarà strutturato come una LLC interamente controllata, non come un ente non profit tradizionale. Una scelta che garantirà maggiore flessibilità operativa, permettendo sia grandi donazioni a organizzazioni esistenti sia la distribuzione diretta di risorse a specifiche fasce di popolazione. Anthropic ha già stanziato 200 milioni di dollari per compensare l'impatto dell'AI sul mondo del lavoro.
Verso la quotazione, tra stime contrastanti
L'azienda sottolinea una differenza sostanziale rispetto alle prassi del settore: molte società tecnologiche offrono ai dirigenti pacchetti retributivi crescenti al salire del valore azionario, mentre in questo caso l'incremento andrà a vantaggio del fondo, quindi del bene pubblico. Nei prossimi mesi saranno comunicati i dettagli su struttura e governance dell'iniziativa.
Entro fine anno è attesa la quotazione in Borsa di Anthropic. Secondo il New York Times la valutazione di mercato potrebbe raggiungere i 2.000 miliardi di dollari al termine dell'IPO, mentre le fonti di Reuters ipotizzano un valore inferiore, intorno ai 1.500 miliardi. I ricavi del terzo trimestre sono cresciuti del 45% rispetto al trimestre precedente, segnando però un rallentamento dopo il raddoppio registrato tra primo e secondo trimestre.